Ossa a rischio nella broncopneumopatia cronica ostruttiva

Nuove evidenze epidemiologiche sottolineano l’importanza dello screening della resistenza ossea nei pazienti affetti da BPCO.

Fragilità ossea e fratture da debole trauma costituiscono uno degli principali effetti sistemici associati alla malattia da broncopneumopatia cronica ostruttiva, BPCO o COPD (chronic obstructive pulmonary disease).

Oggigiorno si conoscono i fattori di rischio responsabili di questa condizione ma poco sembra essere fatto a riguardo per prevenire l’incidenza di fratture in questa categoria di pazienti.

Sono i ricercatori dell’Università del Galles a fare il punto della situazione su quanto conosciamo e su cosa si muove in ambito di ricerca clinica sulla relazione tra la malattia respiratoria e il disordine osseo, attraverso una pubblicazione recentemente presentata sulla rivista European Respiration Journal.

Alla base della compromissione della salute ossea nei pazienti BPCO vi sarebbero infatti numerose e differenti cause legate principalmente allo stile di vita, a fattori genetici, al trattamento farmacologico con corticosteroidi, ad anomalie endocrine ma anche a disordini della composizione corporea come l’obesità.

Le fratture osteoporotiche sono incidenti particolarmente disabilitanti e possono contribuire al rischio di mortalità nei pazienti, specialmente negli anziani. A dispetto di una chiara evidenza epidemiologica, solo un esiguo numero di studi clinici è attualmente in corso per determinare la modalità più indicata di gestione dell’osteoporosi nella malattia polmonare cronica.

Secondo gli autori della pubblicazione, vi sarebbe invece un’estrema necessità di condurre studi longitudinali diretti a investigare l’incidenza dell’osteoporosi nella BPCO, specialmente nei sottogruppi di pazienti con differente severità della malattia, per così comprendere il contributo dei singoli fattori eziologici. Non solo, sempre a detta del team medico, preziose informazione potrebbero derivare da studio placebo controllati, dai cui emergerebbe l’impatto dei vari trattamenti farmacologici con bisfosfonati, terapia ormonale sostitutiva, supplementi di calcio sulla prevenzione e gestione dell’osteoporosi nella BPCO.

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Fonti :

mer 2 ottobre 2013
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