Obesità, una malattia da riconsiderare

Adesso che il sovrappeso ha “guadagnato” la classificazione di malattia cronica, urgono nuove misure per combattere questa condizione.

Adesso che il sovrappeso ha “guadagnato” la classificazione di malattia cronica, urgono nuove misure per combattere questa condizione.

È quanto emerge da una recente conferenza congiuntamente presieduta da membri dell’American Association of Clinical Endocrinologists (AACE) e dell’American College of Endocrinology (ACE).

La posizione condivisa dagli esperti suggerirebbe l’utilizzo di un approccio multi-step per combatterne la diffusione e evidenzierebbe la centralità delle complicazioni associate al disordine per facilitare la messa a punto di strategie terapeutiche sempre più efficaci.

L’approccio basato sulle complicazioni favorirebbe infatti la scelta della modalità di trattamento in modo da ottimizzare il rapporto rischio-benefici in modo tale che le terapie più intensive siano riservate ai pazienti che potrebbero beneficiarne maggiormente.

Due, secondo gli esperti, i punti fondamentali su cui concentrare il lavoro futuro: sviluppare raccomandazioni specifiche e individuali per il paziente e, successivamente, rendere effettivamente efficaci queste raccondamzioni.

Quanto emerge dalla recente conferenza è la necessità di atture interventi di modifica dello stile di vita, vero e proprio cardine di una strategia di prevenzione, e quindi la riduzione dei fattori di rischio capaci di creare un ambiente obesogenico, cioè le condizioni per lo sviluppo dei disordini del peso corporeo.

Non solo, una nuova definizione per l’obesità sembrerebbe necessaria. Non sarebbe sufficiente infatti il solo riferimento al valore dell’indice di massa corpore (BMI) per definire la condizione, ma si richiederebbe un corollario di informazioni antropometriche pià dettagliate, prima tra tutte la circonferenza in vita, ed anche la descrizione delle complicazioni associate al disordine.

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Fonti :

mar 1 aprile 2014
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