Obesità: riduce sinapsi danneggiando il cervello

L’accumulo eccessivo di peso indebolisce le facoltà cognitive

L'obesità potrebbe danneggiare il cervello e ostacolare la facoltà di apprendimento. Sarebbe, infatti, responsabile del deterioramento delle connessioni tra i neuroni e dell'indebolimento delle funzioni cognitive. Ad affermarlo, in uno studio pubblicato sulla rivista Brain, Behavior, and Immunity, sono i ricercatori del Medical College of Georgia di Augusta (Usa). Secondo gli esperti, tuttavia, questo processo potrebbe non essere definitivo: per tornare alla normalità, basterebbe perdere peso.

Gli scienziati hanno scoperto che l'obesità altera il comportamento delle cellule della microglia. Si tratta delle molecole cerebrali incaricate di proteggere i neuroni del sistema nervoso centrale. In particolare, ne garantiscono il corretto funzionamento ingerendo tutti i rifiuti che vi sono presenti (come detriti cellulari, lipidi, cellule in apoptosi, virus e batteri). L'eccessivo accumulo di grassi, tuttavia, finisce per modificarne l'azione. I ricercatori hanno scoperto che l'obesità produce un'infiammazione cronica, che stimola una risposta autoimmune da parte delle cellule della microglia. Queste ultime, pertanto, anziché fagocitare gli elementi esterni o dannosi, iniziano a consumare le sinapsi. Pertanto, non consentono più di apprendere in modo efficace.

“Normalmente nel cervello, le cellule della microglia si muovono costantemente – osserva Alexis M. Stranahan, che ha coordinato la ricerca -. Nelle persone obese smettono di farlo. Fondamentalmente si fermano e iniziano a consumare le sinapsi, determinando il deterioramento delle capacità di apprendimento”.  

La ricerca è stata condotta su due gruppi di topi. I primi sono stati nutriti con un regime alimentare salutare, mentre i secondi con una dieta composta per il 60% da grassi saturi. Dopo un periodo di 12 settimane, i roditori che erano stati alimentati con il regime ipercalorico sono diventati obesi. Gli esperti ne hanno quindi analizzato il cervello, scoprendo una riduzione del numero e delle funzione delle sinapsi. 

Nella seconda fase dell'esperimento, gli studiosi hanno suddiviso i roditori obesi in due sottogruppi. I primi hanno continuato a seguire lo stesso regime alimentare, mentre agli altri è stata somministrata una dieta ipocalorica, che ha permesso loro di perdere peso. Dopo due mesi, gli scienziati hanno rilevato che nei roditori dimagriti il processo cerebrale era stato invertito: il numero e le funzioni delle connessioni neuronali erano aumentati. Questo, invece, non era avvenuto nei topi che erano rimasti obesi.

“Il fatto che le cellule della microglia fagocitino le sinapsi contribuisce alla perdita delle sinapsi e al deterioramento cognitivo nelle persone obese – spiega il dottor Stranahan -. Questo fenomeno da un lato è spaventoso, ma dall'altro è anche reversibile. Ciò significa che seguire una dieta povera di grassi può invertire completamente questi processi cellulari nel cervello e ripristinare le facoltà cognitive”.

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Fonti :

mar 1 dicembre 2015
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