Obesità e infezioni: chi è causa, chi è effetto?

La suscettibilità all’obesità e a particolari infezioni potrebbe nascondere una relazione. L’evidenza da studi clinici e sperimentali.

Obesità e infezioni potrebbero essere due facce della stessa medaglia, ovvero due situazioni collegate da una vicendevole proprensione a facilitare l’insorgenza dell’altra.

È questa la visione che sta guadagnando sempre più consensi tra il pubblico medico specializzato nei disordini del metabolismo, tra gli esperti di malattie infettive ed anche nel mondo della ricerca di base.

Nonostante i fattori di tipo genetico e comportamentale rappresentino le principali cause nello sviluppo dell’obesità è chiaro che altri elementi concorrano nel favorire il disordine, tra questi emerge recentemente il possibile ruolo di alcune specie microbiche. Allo stesso tempo varrebbe il contrario, un’evidenza largamente condivisa ma della quale non si conoscono appieno le cause, è cioè la maggiore suscettibilità alle infezioni nei soggetti obesi.

Questa situazione è esemplificata dalla maggiore predisposizione alle infezioni nosocomiali nei pazienti in sovrappeso. Tuttavia non è chiaro, infatti in quale modo l’eccesso di peso corporeo influenzi le risposte del sistema immunitario. L’eccesso di peso può inoltre modificare le proprietà farmacocinetiche dei farmaci antimicrobici e avere un impatto sulla risposta ai vaccini, ma anche in questo caso non si conoscono i meccanismi esatti.

Quel che è certo è che un nuovo termine medico è stato coniato per classificare la stretta relazione tra le due condizioni: “infettobesità”.

Per quanto riguarda il ruolo delle infezioni microbiche nella predisposizione all’obesità, si tratta di un concetto emergente ma di attuale interesse nella comunità scientifica. Numerose specie microbiche sono ritenute agire da possibili promotori dell’obesità, tuttavia le conferme sperimentali si limitano ad oggi unicamente all’evidenza del ruolo dell’adenovirus – 36, capace di esercitare un effetto adipogenico, cioè di stimolazione della proliferazione delle cellule del tessuto adiposo che risulta nell’aumento di peso nel modello animale da laboratorio.

La ricerca futura nel campo dell’”infettobesità” offrirà dunque importanti spunti per implementare le strategie per la prevenzione sia del disordine metabolico che di numerose malattie infettive, permettendo anche di perfezionare la gestione di queste ultime nei pazienti più resistenti ai trattamenti.

Bigliografia :

Fonti :

mar 8 aprile 2014
VEDI ANCHE
Parliamo di …