Metastasi cutanee: la dermoscopia può facilitarne il riconoscimento

L’esame dermoscopico delle lesioni permette di distinguere alcuni elementi diagnostici caratteristici delle metastasi cutanee. L’evidenza da un recente studio pilota.

L’esame dermoscopico rappresenta uno strumento diagnostico insostituibile nella pratica dermatologica e, in particolare, nello studio delle lesioni pigmentate cutanee sospette a potenziale maligno.

Una nuova applicazione della metodica sembra riguardare la possibilità di riconoscere la presenza di metastasi cutanee, una manifestazione piuttosto rara ma altamente pericolosa nei pazienti oncologici.

Un recente studio pilota condotto dai ricercatori del Weill Cornell Medical College di New York ha infatti riportato per la prima volta la natura degli elementi dermoscopici che caratterizzano questo tipo di lesioni, aprendo così la strada all’evoluzione di un consensus diagnostico circa la diagnosi precoce delle metastasi cutanee.

Non solo, gli autori hanno potuto riscontrare che particolari elementi correlavano con una specifica malignità. L’analisi si è basata sull’esame di immagini dermoscopiche relative a lesioni cutanee provenienti da pazienti con metastasi cutanee confermate attraverso biopsia.

In breve, la presenza di strutture vascolari all’interno dei noduli cutanei costituirebbe il principale campanello di allarme in grado di suggerire la manifestazione di una metastasi cutanea.

La prevalenza di strutture vascolari sarebbe infatti riconducibile ai processi di angiogenesi richiesti per il loro sviluppo. Infine la pigmentazione di queste lesioni, in assenza di una storia precedente di melanoma cutaneo, potrebbe suggerire la presenza di un carcinoma mammario primario.

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Fonti :

dom 2 febbraio 2014
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