Melanoma acrale: versus un consensus dermoscopico

Una recente descrizione della presentazione clinica della lesione apre la strada verso un consensus dermoscopico per la diagnosi del melanoma acrale.

Un consensus dermoscopico nella diagnosi del melanoma acrale. È questa l’obiettivo dei ricercatori svizzeri dell’Università di Zurigo.

Un primo importante passo verso questa realizzazione è stato recentemente compiuto attraverso un recente studio che ha descritto, per la prima volta, i più comuni elementi dermoscopici tipici di questo tipo di lesioni caratteristiche delle estremità degli arti, fornendo così la base per una definizione dei criteri diagnostici.

 

Lo studio in questione è particolarmente rilevante in quanto ha incluso lesioni relative a pazienti di etnia caucasica, mentre quanto si conosce in termini dermoscopici su questo tipo di lesioni proviene prevalentemente da studi condotti su popolazioni asiatiche, con maggiore frequenza interessate da questa patologia dermatologica.

 

In breve, lo studio ha previsto l’analisi di una serie di lesioni acrali (in totale 167) da parte di 26 specialisti in dermoscopia attraverso un sistema di comunicazione remoto in internet. Il livello di concordanza tra i diversi osservatori risultava piuttosto elevato e, tuttavia, dipendeva dal livello di difficoltà diagnostica.

 

Gli autori hanno potuto così concludere che, oltre alla presenza di alcuni elementi dermoscopici particolari, come il pattern “rugoso” e “bizzarro”, la presenza di una pigmentazione diffusa con sfumature variabili di marrone, un diametro superiore ad 1 cm costituiva il principale indicatore per la possibile natura maligna della lesione.

 

Non solo, la presenza di un pattern apparentemente benigno poteva apparire in un melanoma confermato istologicamente. Queste dunque le principali osservazioni e indicazioni per lo studio delle lesioni sospette che potrebbero nascondere una diagnosi di melanoma acrale.

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Fonti :

mer 5 febbraio 2014
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