Meccanismo molecolare del dolore osteoarticolare

Una ricerca sul modello animale svela il ruolo di MCP1 nella trasmissione del dolore

L’osteoartrite è una delle principali cause di dolore cronico, ma quasi nulla si sa circa i meccanismi e le molecole che mediano il dolore ad essa associato.  

La patologia è dovuta ad una degenerazione della cartilagine e delle articolazioni e il tipo di dolore è prettamente meccanico: insorge con la fatica e scompare con il riposo, mentre nelle forme gravi permane anche a riposo. Le opzioni di trattamento restano inadeguate e la sostituzione articolare è spesso inevitabile.      

In uno studio pubblicato recentemente su PNAS, attraverso un modello animale di osteoartrosi (chirurgia al ginocchio) si è indagata la progressione del dolore e le variazioni concomitanti nei gangli della radice dorsale che innervano la parte.

Dopo destabilizzazione del menisco mediale, i topi hanno sviluppato precocemente allodinia meccanica secondaria che è stata mantenuta per 16 sett.

MCP-1 e CCR2, proteina infiammatoria e rispettivo recettore, sono stati temporaneamente up-regolati nei gangli a 8 sett dopo l’intervento chirurgico. I comportamenti correlati a dolore sono stati mantenuti fino a 16 sett.

I topi che geneticamente non esprimevanno CCR2 hanno sviluppato dolore meccanico, ma questo ha iniziato a risolvere dalla 8° sett, nonostante avessero il danno strutturale alle articolazioni del ginocchio pari ai topi wild-type.

Nei topi wild-type, l’infiltrazione macrofagica dovuta a MCP1 nei gangli c’era dalla 8° settimana e si è mantenuta fino alla 16° sett. Invece, non è stato osservata infiltrazione di macrofagi nei topi non esprimenti CCR2.

Queste osservazioni suggeriscono un ruolo chiave per la via MCP-1/CCR2 nel dolore dell’osteoartrosi.

Bigliografia :

Fonti :

lun 21 gennaio 2013
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