Mal d’autunno?

Curiamo il nostro sistema immunitario con Pneisystem. 2/2
Le citochine svolgono un ruolo chiave anche nella risposta immunitaria acquisita, sia umorale che cellulare, agendo su linfociti T e sui linfociti B e facilitando la comunicazione tra le diverse popolazioni cellulari.

Alcune citochine, specialmente con effetti pro-infiammatori come la IL-1 e il TNFα, raggiungono mediante il sangue le cellule bersaglio distanti dopo avere attraversato la matrice connettivale.

Il tessuto connettivo o matrice consente, quindi, il trasferimento di informazioni dal sangue alle cellule. La sua fine struttura tridimensionale e la sua funzione possono essere disturbate da cataboliti tossici che vi si accumulano gradualmente quando i naturali sistemi di smaltimento emuntoriale (sudore, feci e urine) sono insufficienti.

Il tessuto connettivo è il bersaglio di moderne strategie terapeutiche. Come l’omotossicologia il cui padre fondatore, Hans Heinrich Reckweg, intuì la centrale importanza della matrice e delle “basse dosi” oltre 60 anni fa.

All’origine di molte patologie “stagionali” sarebbe la funzione intestinale con il suo microbiota che pesa oltre un chilo e mezzo e dalla cui composizione dipende in gran parte lo stato di salute o malattia.
 
Esistono evidenze scientifiche che le reazioni indotte dallo stress provocano cambiamenti nella composizione della flora batterica/microbiota intestinale.
 
Una recente ricerca del dipartimento di psichiatria della irlandese Cork University, sull’ “Impatto del microbiota sul cervello e sul comportamento” ha fatto emergere che la comunicazione tra cervello e microbiota intestinale è a due direzioni, nel senso che si influenzano vicendevolmente.
 
Per esempio, una condizione di stress emozionale altera la composizione del microbiota e, a sua volta, una condizione di stress infiammatorio intestinale altera l’attività cerebrale. Con quali meccanismi?
 
Gli effetti dello stress cerebrale vengono mediati dal rilascio di cortisolo, adrenalina e noradrenalina, che modificano l’equilibrio tra ceppi batterici e sistema immunitario locale; al tempo stesso gli ormoni dello stress rendono la barriera intestinale più permeabile ai ceppi patogeni presenti nella mucosa.
 
 In direzione opposta, un’alterazione del microbiota intestinale determina il rilascio di citochine infiammatorie che, viaggiando lungo il nervo vago e nel sangue, raggiungono il cervello.
 
La verifica della correttezza di questo ragionamento viene anche da studi sperimentali e clinici.
 
C’è una certa evidenza clinica sul ruolo della somministrazione di probiotici nel ridurre l’ansia, diminuire la risposta di stress e migliorare l’umore in persone con Sindrome dell’intestino irritabile e fatica cronica.
 
 Mentre è evidente che la somministrazione di probiotici soprattutto nei cambi di stagione, primavera e autunno, e la conseguente regolazione della funzione intestinale, garantiscano una buona immunità.
 
La somministrazione di probiotici ad hoc in funzione della tipologia delle persone e dei loro eventuali disturbi, è uno dei cardini dell’iter terapeutico secondo la metodologia Pneisystem.
 
Per maggiori informazioni sulla prof.ssa Maria Corgna e sul metodo Pneisystem: www.mariacorgna.itwww.pnei4u.com.

Bigliografia :

Fonti :

mar 29 settembre 2015
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