L’obesità: un problema di gusto?

La tendenza alla sovralimentazione potrebbe dipendere da un’incapacità di apprezzare aromi e gusti del cibo, finendo così per consumarne quantità eccessive.

La tendenza al consumo eccessivo di cibo, e la conseguente predisposizione all’obesità potrebbe, in parte dipendere dall’incapacità di alcuni soggetti di percepire gusti e aromi del cibo, una situazione che potrebbe degenerare nell’abuso alimentare per soddisfare i piaceri tipicamente associati al cibo.

La causa? Una particolare composizione della saliva, capace di mascherare appunto gli stimoli sensoriali delle pietanze.

È questa l’idea proposta da alcuni ricercatori italiani dell’Università Federico II di Napoli, i quali hanno potuto confermare che la saliva dei soggetti obesi e sovrappeso presenta caratteristiche biochimiche e microbiologiche in parte distinte rispetto a quella dei soggetti di peso normale e questa situazione era rispecchiata da un ridotto rilascio di alcune molecole volatili alla base dello stimolo sensoriale del gusto.

Nello studio gli autori hanno infatti rilevare che la saliva dei soggetti obesi era caratterizzata da una maggiore presenza di batteri streptococchi, firmucuti e attinobatteri, mentre nei soggetti di peso normale si riscontravano prevalentemente specie del tipo fusobatteri e proteobatteri.

Non solo, nella saliva dei soggetti obesi si riscontrava una maggiore capacità ossidativa delle molecole volatili del vino, come dimostrato da un minore rilascio di queste in seguito al contatto con il campione biologico.

Quest’ultima differenza sarebbe legata a differenti proprietà biochimiche della saliva, principalmente al contenuto di proteine ed enzimi, e potrebbe essere responsabile per la minore stimolazione dei recettori gustativi retronasali contribuendo così al comportamento tipico della sovralimentazione.

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Fonti :

mer 5 febbraio 2014
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