L’Europa ingrassa ma non tutti lo sanno

Studio inglese sottolinea l’inconsistenza delle proiezioni sulla diffusione dell’obesità fornite da alcuni paesi europei. Ben più grave la situazione reale.

Molti paesi europei starebbero sottostimando la diffusione dell’obesità corporeo a livello nazionale, così anche le previsioni sull’incidenza delle principali patologie croniche legate ai disordini del peso corporeo.

L’allarme giunge da un gruppo di ricercatori inglesi ed è stato presentato recentemente durante la conferenza EuroPRevent 2014 della European Society of Cardiology tenutasi ad Amsterdam. Il problema ridiederebbe, a detta degli autori, nella limitazione delle previsioni quando formulate sulla base del monitoraggio dei trend, e non su un’attenta sorveglianza epidemiologica.

Unica eccezione la Gran Bretagna, unico paese ad aver misurato la prevalenza del disordine in modo estremamente accurato negli ultimi 18 anni. Secondo i risultati dello studio in questione, tutti i paesi europei sarebbero destinati a vedere un aumento della prevalenza dell’obesità nella popolazione da qui al 2030, con un primato riservato all’Irlanda: 30% della popolazione.

Meglio Belgio e Olanda, entrambi destinati ad avere la più bassa prevalenza del disordine tra gli uomini, 15%, e la Romania tra le donne, 10%.  Se invece si tenesse in considerazione anche l’incidenza del sovrappeso, allora il quadro assumerebbe una tonalità ancor più drammatica per entrambi i sessi: 75% della popolazione in UK, 80% in Spagna, Polonia, e Repubblica Ceca e 90% in Irlanda.

Non bisogna infine dimenticare che questa situazione non può che altro che accompagnarsi a un’accresciuta incidenza di malattie croniche legate all’obesità, prevalentemente patologie cardiovascolari, che aggiungerebbero un ulteriore gravoso onere ai sistemi sanitari dei paesi.

Bigliografia :

Fonti :

gio 22 maggio 2014
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