L’Europa indietro nella gestione del dolore cronico

Numerose le falle nella gestione del dolore cronico in Europa. Cosa si deve migliorare?

Il dolore cronico é una condizione altamente diffusa in Europa e la sua gestione inadeguata è causa, non solo di un danno all’individuo, ma anche alle casse dei sistemi sanitari nazionali e a livello sociale.

L’impatto individuale e socio economico del dolore cronico è infatti tanto grande in Europa, se non superiore, di quello associato alle principali patologie croniche.

Per questo, numerose voci autorevoli internazionali sottolineano un’estrema necessitá da parte dell’Europa di rivalutare gli approcci da impiegare nella gestione del dolore cronico, e di attribuire a questa condizione uno status pari a quello di altre condizioni con significativa rilevanza epidemiologica.

Quali strategie potrebbero migliorare questa situazione?

Innanzitutto, come hanno fatto notare in una recente pubblicazione un gruppo di ricercatori norvegesi della University of Oslo, si rende necessario un importante investimento a livello educativo, per formare professionisti altamente specializzati e aggiornati sulla gestione del paziente affetto da dolore cronico.

Non solo, si richiede anche uno sforzo concertato per facilitare l’interdisciplinaritá dei servizi a diposizione del paziente. Un terzo aspetto particolarmente critico a detta gli esperti pronunciatisi, sarebbe l’utilizzo dei farmaci oppiodi.

Una certa confusione sembra infatti circondare le applicazioni scientificamente provate di queste sostanze, e si assisterebbe spesso ad un loro uso improprio ed una scarsa regolamentazione sulla loro disponibilitá.

Si parla spesso di costi legati al dolore cronico. Tuttavia, piú che a quelli legati alla gestione clinica della condizione, occorrerebbe calcolare quelli secondari alla perdita di produttivitá, all’assenteismo dal lavoro e all’anticipazione del termine dell’etá lavorativa.

Un primo passo verso una migliore gestione del dolore cronico e la prevenzione delle sue ripercussioni a livello sociale sarebbe proprio la capacità di riabilitare i pazienti, piuttosto che il semplice controllo delle sintomatologie dolorose.

Fondamentale, secondo gli esperti, sarebbe anche la garanzia di accesso del paziente ad uno specialista nella gestione del dolore cronico, a sua volta capace di indirizzare il paziente verso gli specialisti piú appropriati per ogni singolo caso, una situazione evidentemente assente al momento nella maggior parte dei paesi europei.

Bigliografia :

Fonti :

mar 12 agosto 2014
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