Lesioni sospette: microscopia promuove accuratezza diagnostica dermoscopica

L’impiego della microscopia promuove l’accuratezza diagnostica dell’esame dermoscopico nello studio delle lesioni cutanee sospette.

L’utilizzo della microscopia confocale in vivo, una tecnica non invasiva che permette di osservare la cute con risoluzione cellulare, può migliorare significativamente l’accuratezza diagnostica dell’esame dermoscopico, assicurando un numero minore di falsi positivi.

È questa la conclusione di un recente studio condotto dai ricercatori dell’Institut d’Investigacions Biomèdiques Agustí Pi i Sunyer di Barcellona.

Per fare questo, gli autori della pubblicazione, presentata sulla rivista British Journal of Dermatology, hanno esaminato 343 pazienti consecutivi che presentavano lesioni sospette utilizzando le tecniche di microscopia e riferendosi all’esame istopatologico per stabilire il valore del number needed to treat (NNT), cioè la proporzione delle lesion sospette escisse per ogni melanoma confermato istopatologicamente. Questo valore fornisce infatti una stima dell’accuratezza diagnostica e del numero di falsi positivi.

In breve, l’utilizzo della sola dermoscopia produceva un valore di NNT pari a 3,73. Diversamente, la combinazione di dermoscopia e microscopia confocale identificava 264 lesioni sospette, delle quali 92 venivano confermate istopatologicamente come melanoma, risultando così in un valore di NNT pari a 2.87. L’analisi delle immagini prodotte attraverso microscopia confocale classificava come melanoma 104 lesioni, per un valore di NNT pari a 1,12. La riduzione del valore tra i tre gruppi era dunque statisticamente significativa.

Tuttavia, non si registrava un miglioramento nella sensibilità diagnostica quando veniva confrontata la combinazione di microscopia confocale e dermoscopia con la microscopia confocale da sola.

In conclusione, l’impiego della tecnica microscopica confocale risultava in un significativo miglioramento dell’accuratezza diagnostica ed una marcata riduzione di escissioni chirurgiche superflue, rivelandosi così una possibile strategia per ridurre l’impatto economico associato alla gestione del tumore cutaneo.

Resta da valutare quanto la microscopia confocale possa contribuire in più rispetto alla tecnica dermoscopica con luce polarizzata ad alta risoluzione e ingrandimento .

Bigliografia :

Fonti :

dom 27 ottobre 2013
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