L’elevata temperatura delle nostre case favorisce l’obesità

Venerdì 11 e sabato 12 ottobre 2013, presso il Centro Congressi Torino Incontra di via Nino Costa 8 a Torino, in occasione dell’Obesity Day si terrà il congresso internazionale “Obesity and related diseases”, organizzato e presieduto dal professor Paolo Cavallo Perin (direttore di Medicina universitaria della Città della Salute e della Scienza di Torino).

Che cos’è l’obesità

Il sovrappeso è definito come l’eccesso di peso compreso tra il massimo del normale e l’inizio dell’obesità (indice di massa corporea = 25-30) e l’obesità è definita come indice di massa corporea oltre il limite massimo del sovrappeso (indice di massa corporea  > 30). L’obesità è un importante problema di salute pubblica perché:

–       è frequente

–       è in aumento non solo nell’adulto ma anche in età infanto-giovanile

–       ha un pesante impatto sulla qualità e sulla durata della vita.

Aumenta il rischio cardiovascolare (infarto, scompenso cardiaco, ictus, arteriopatie con amputazione arti inferiori) e si associa ad un eccesso di: diabete, insufficienza respiratoria, calcoli colecisti, tutti i tumori (ma soprattutto mammella e utero), artrosi da carico (anca, ginocchio e caviglia).

Qual è la causa dell’obesità?

La causa delll’obesità è nota solo in un piccolo numero di casi (in meno del 5% dei casi la causa è genetica, endocrina, psichiatrica).

Nella maggior parte dei casi, l’obesità è multifattoriale: c’è una predisposizione familiare cui si aggiungono altri fattori favorenti (eccesso di calorie alimentari in rapporto al fabbisogno del soggetto, ridotta attività fisica). Lo stile di vita è dettato dalle abitudini della famiglia ed è purtroppo influenzato dalla pubblicità e dalle abitudini dominanti nella popolazione (merendine, fast food, giochi sedentari). 

Un soggetto predisposto che mangia troppo e si muove poco, prima o poi, diventa sovrappeso o obeso.

Uno studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale International Journal of Obesity, condotto nella popolazione adulta (Simona Bo, Paolo Cavallo Perin) ha individuato anche un altro fattore: l’elevata temperatura delle abitazioni (20-21 gradi invece che 19 gradi) contribuisce a ridurre la spesa energetica favorendo l’obesità; la quantità di calorie che il soggetto spende per mantenere la temperatura corporea a 37 gradi si riduce se la temperatura ambiente è più elevata. 

Un altro studio condotto nel 2012 a Torino negli adolescenti (Simona Bo, Paolo Cavallo Perin) indica che il sovrappeso/obesità (17%) non è di per sé associato all’assunzione di snack: è presente in chi consuma più di 3 snack al giorno ma anche nei non-snackers. Però chi fa più di 3 snack al giorno è anche risultato più sedentario. In altre parole, l’obesità dipende dalle calorie totali e non dal numero dei pasti; come dire che gli snack non devono essere criminalizzati nell’adolescente, ma essere inseriti nella vita in modo armonico, tenendo conto delle calorie alimentari totali e  dell’attività fisica di ciascuno.

L’obesità è “tanta”

Nello studio effettuato ad Asti (Simona Bo e Paolo Cavallo Perin), la prevalenza di obesità nel 2001-2003 (età 45-64 anni) è risultata del 19% e la prevalenza di sovrappeso 39%. Quindi la prevalenza di sovrappeso+obesità nella popolazione adulta è del 58% (più di 1 cittadino su 2, oltre la metà della popolazione).

Nella popolazione adulta di Casale Monferrato (Graziella Bruno, Paolo Cavallo Perin) nel 2010 sovrappeso/obesità centrale (addominale, quella più sfavorevole per rischio cardiovascolare e aumento mortalità) ha una prevalenza del 34%, come dire che ne è affeto 1 cittadino su 3.
Purtroppo i dati sono preoccupanti anche in età infanto-giovanile. Prevalenza di sovrappeso/obesità nei bambini residenti in Torino che frequentano la classe prima media  è del 16.5% (Studio Obesità giovanile a Torino; Simona Bo, Paolo Cavallo Perin). Il dato, sebbene inferiore a quello medio italiano, è tuttavia preoccupante.

L’obesità è in aumento

In uno studio condotto nel 2008 (Simona Bo, Paolo Cavallo Perin) sulla popolazione adulta, i nuovi casi di obesità (incidenza) sono risultati dell’8.1% nell’arco di 5 anni, dato che fa prevedere un raddoppio della prevalenza dell’obesità nell’arco di 10 anni.

L’obesità fa male alla salute: gli obesi stanno peggio e muoiono prima

Negli anni ’70 i medici hanno imparato dagli assicuratori degli USA che i soggetti obesi hanno una ridotta aspettativa di vita (tabelle della Metropolitan Life Insurances). Successivamente il dato è stato quantificato in varie popolazioni: in Italia l’obesità riduce l’aspettativa di vita di 17 anni ed è la seconda causa di morte dopo il fumo. La mortalità cardiovascolare aumenta del 90%.

Anche la qualità di vita è peggiore. L’obesità non è quasi mai da sola: uno studio condotto nel 2010 nella popolazione di Casale Monferrato (Graziella Bruno, Paolo Cavallo Perin) ha evidenziato che il sovrappeso/obesità è associato a ipertensione e dislipidemia (90% dei casi) con raddoppio del rischio di avere un evento cardiovascolare. Lo studio di Brunico (Enzo Bonora, Università di Verona) ha documentato che sovrappeso/obesità aumentano di circa 10 volte il rischio di sviluppare diabete (dal 5% al 50%): 1 adulto sovrappeso/obeso su 2 ha il diabete.

C’è un rimedio?

Sebbene la chirurgia bariatrica (intervento sul canale alimentare per ridurre assunzione o assorbimento nutrienti) abbia ottimi risultati in mani esperte (gruppo professor Mario Morino della Città della Salute e dell’Università di Torino), questa è confinata ad un ristretto numero di casi di obesità grave associata ad altre patologie.

L’intervento sullo stile di vita costituisce il cardine della prevenzione e della terapia, ma in assoluto il più difficle da attuare e con risultati difficili da mantenere nel tempo nel singolo soggetto.

L’informazione sull’importanza delle abitudini alimentari e dell’attività fisica deve essere diffusa nella popolazione a partire dall’età giovanile. L’intervento del medico ha una utilità limitata se non è sostenuto da altri attori (educatori, insegnanti, allenatori sportivi). A Torino e provincia il messaggio è stato diffuso nella scuola Media, nella popolazione generale e nella popolazione adulta ed anziana con il rilievo su abitudini di vita non corrette ed incoraggiamento all’attività fisica, quest’ultimo sostenuto dall’impegno e disponibilità organizzativa del campione olimpionico di marcia Maurizio Damilano (Simona Bo, Graziella Bruno, Paolo Cavallo Perin). 

I numeri dell’obesità

 

 

  1. 1 miliardo e 200 milioni di persone in tutto il mondo hanno problemi di peso
  2. Viene definita una ’epidemia globale’ perché interessa oltre il 50% della popolazione adulta delle civiltà industrializzate
  • In America:
    • 55% della popolazione è in sovrappeso
    • 23% della popolazione è obesa
    • 23 miliardi di dollari è la spesa sanitaria annua per i soggetti con BMI > 29
    • 6 miliardi per i normopeso
  • In Italia:
    • 33,1% della popolazione è in sovrappeso ( 41% degli uomini e 25,7% delle donne )
    • 9,7% della popolazione è obesa ( 9,5% degli uomini e 9,9% delle donne)
    • il 24% degli uomini e il 37% delle donne tentano di dimagrire
    • Il 57% degli uomini in sovrappeso si vedono normali.
    • Nel 3% addirittura magri
    • Il 10% delle donne con peso normale si vede grassa
  • Solo il 5% degli obesi si rivolge ad un medico
  • Il 95% degli obesi si affida ai consigli dietetici dei media e della pubblicità
  • l’obesità è una malattia riconducibile per il 50% a fattori genetici e per il 50% a fattori ambientali.
  • 40 sono i geni coinvolti nell’obesità
  • Più del 50% degli ipertesi è in sovrappeso
  • L’85% dei diabetici di tipo 2 è obeso
  • L’80% dei soggetti con malattie cardiovascolari è in sovrappeso oppure obeso
  • 5-10% del peso iniziale è la perdita sufficiente per ridurre i fattori di rischio e una riduzione del 20% della mortalità totale
  • Da 1,5 a 2 è l’aumento del rischio cardiovascolare per ogni fattore di rischio rispetto al soggetto con assenza di questi (es. fumo, dislipidemia, intolleranza glucidica, iperinsulinemia, diabete, ipertensione) 2x2x2 è il rischio di patologia cardiovascolare di un soggetto con 3 fattori di rischio
  • L’obesità riduce l’aspettativa di vita di 17 anni ed è la seconda causa di morte dopo il fumo.
  • In 9 anni l’obesità infantile è passata dal 6,1% al 13,6% nell’Italia nord-occidentale
  • A 11 anni i bambini con problemi di peso sono più del doppio di quelli di 6 anni
  • Il 30-60% dei bambini obesi sarà un adulto obeso
    1000 kcal è la riduzione del consumo energetico giornaliero imposta dallo stile di vita della società moderna
  • Solo il 35% della popolazione si dedica a un’attività fisico-sportiva
  • Perdere 7 kg per un obeso significa risparmiare 380 euro per anno in farmaci antipertensivi e antidiabetici
  • L’obesità costa quasi 750 euro l’anno per persona

Inoltre in Italia:

  • 500.000 persone soffrono di disturbi del comportamento alimentare
  • 65.000 persone soffrono di Bulimia e Anoressia
  • 8.500 sono i nuovi casi di Anoressia e Bulimia ogni anno
  • L’Italia è il paese europeo con la percentuale più bassa di persone obese e sovrappeso.

L’Addetto Stampa Pierpaolo Berra

Per informazioni: tel.: 335 / 12.22.559

Bigliografia :

Fonti :

mar 8 ottobre 2013
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