La dieta per l’intestino irritato

Una proposta
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La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è un disturbo gastrointestinale funzionale cronico altamente diffuso. I sintomi cardinali includono dolore addominale, flatulenza, gonfiore e cambiamenti nelle abitudini intestinali legati alla frequenza e consistenza delle feci, in assenza di anomalie strutturali e biochimiche rilevabili.

La sindrome dell’intestino irritabile (IBS)

L’IBS è suddivisa in quattro sottotipi, a seconda dell’alterazione dell’abitudine intestinale predominante, secondo i criteri di Roma IV:

– IBS con costipazione (IBS-C),

– IBS con diarrea (IBS-D),

– IBS con alterazioni della defecazione tra costipazione e diarrea (IBS-M)

– IBS non classificato (IBS-U).

I sintomi dell’IBS possono comparire dopo una malattia infettiva, es. enterite da infezione virale (Norwalk), parassitaria (Cryptosporidium spp. o Giardia (Giardia duodenalis o Giardia lamblia)) o batterica (Campylobacter jejuni e Salmonella).

I meccanismi alla base della patogenesi dell’IBS post-infettiva, sebbene non chiaramente compresi, sono potenzialmente causati da un’infiammazione residua o da alterazioni degli immunociti della mucosa (cellule B e T), dei mastociti, delle cellule enterocromaffini e della flora intestinale, nonché alterata permeabilità intestinale (ridotta espressione delle proteine associate alla giunzione stretta Zonula occludens-1 (ZO-1) e α-catenina).

 

I commensali

I batteri commensali intestinali sono alcuni trilioni, con i phyla batterici predominanti Firmicutes (es. Lactobacillus), Actinobacteria (es. Bifidobacteria), Bacteroidetes (es. B. fragilis) e Proteobacteria (es. E. coli, Yersinia, Salmonella) che vivono in una relazione equilibrata con virus, funghi, archei, protozoi e l’ospite.

I batteri benefici Lactobacilli e Bifidobacteria hanno proprietà antinfiammatorie, e proteggono tra l’altro la funzione intestinale di barriera.

 

La disbiosi

Nell’IBS, c’è uno squilibrio tra flora “buona” e “cattiva” chiamata disbiosi, associata a rottura della barriera enterica mucosa, perdita di immunotolleranza e infiammazione di basso grado limitata all’intestino.

L’infiammazione della mucosa di basso grado rappresentata da cellule infiammatorie croniche, come le cellule enteroendocrine della mucosa e i linfociti T, che sono state trovate nei campioni di biopsia della mucosa rettale e l’ipersensibilità viscerale, è presente in tutti i sottotipi di IBS, fornendo prove scientifiche secondo cui l’IBS non è un disturbo funzionale.

Fino all’89% dei pazienti con IBS associa la distensione e il dolore intestinali al consumo di cibo. Inoltre, quasi il 90% di loro sceglie di assumere meno cibo per ridurre il disagio postprandiale; pertanto, si utilizzano modelli dietetici specifici come approccio terapeutico di prima linea, mostrando effetti benefici.

 

I FODMAPs

I componenti alimentari scarsamente assorbiti vengono fermentati dai batteri intestinali, causando effetti osmotici nel colon con produzione di gas, dolore e diarrea.

L’acronimo FODMAPs (oligosaccaridi fermentabili, disaccaridi, monosaccaridi e polioli) è usato dai ricercatori della Monash University per descrivere una famiglia di carboidrati a catena corta (SCC) scarsamente assorbiti e osmoticamente attivi, fermentati rapidamente dai batteri intestinali.

Una dieta a basso contenuto di FODMAP (LFD) riduce significativamente i sintomi dell’IBS rispetto a una dieta abituale; tuttavia, sebbene l’LFD migliori i sintomi dell’IBS, la sua efficacia per quanto riguarda la riduzione dell’infiammazione non è stata dimostrata.

Al contrario, i noti benefici antinfiammatori della dieta mediterranea (MedDiet) con l’olio d’oliva come principale fonte di grasso, che contiene almeno 30 composti fenolici, sono ben dimostrati. I polifenoli hanno effetti antiossidanti, antinfiammatori e antimicrobici. Di conseguenza, MedDiet è un modello dietetico efficace per malattie croniche legate all’infiammazione di basso grado come malattie cardiovascolari, aterosclerosi, sindrome metabolica e obesità.

Tra gli altri fattori, l’intolleranza alimentare è fondamentale nell’innescare i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile (IBS) in una percentuale significativa di pazienti. Di conseguenza, l’approccio terapeutico di prima linea è costituito da modelli dietetici specifici.

Finora non esiste uno studio che abbia esaminato gli effetti della MedDiet, ricca di frutta, verdura e legumi e quindi ricca di FODMAP, sui pazienti con IBS.

La MedDiet non è considerata solo un modello dietetico prudente, ma anche un metodo scientificamente provato che è in grado di fornire benefici per la gestione di diverse malattie e un miglioramento generale della salute, mentre la LFD potrebbe essere considerata una possibilità per identificare, se presente, alcune intolleranze.

Recentemente, è stato riportato l’effetto benefico dell’integrazione dell’LFD con fibre alimentari o probiotici, limitando rispettivamente la stitichezza e la disbiosi; quindi, effetti simili potrebbero essere rilevati con un consumo adeguato di frutta e verdura ricca di prebiotici, abbondanti nella MedDiet.

Significato clinico

La novità di questa recensione è il concetto di un nuovo modello dietetico con l’azione sinergica di LFD e MedDiet come trattamento dietetico per l’IBS.

Gli autori ipotizzano che l’arricchimento dell’LFD con i componenti di MedDiet con azioni antinfiammatorie e prebiotiche possa ottimizzare notevolmente gli effetti dell’LFD ed eliminarne gli svantaggi.

Inoltre, i prebiotici promuovono la crescita di batteri benefici e lo sviluppo delle cellule epiteliali intestinali mentre rimodellano il microbiota intestinale.

Bigliografia : Arezina Kasti, Konstantinos Petsis, Sophia Lambrinou et al

mar 10 maggio 2022
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