Invecchiare, che stress! (1/2)

Anche in assenza di patologie, l’invecchiamento si associa “fisiologicamente” a un generale declino delle funzioni cognitive; gli anziani spesso presentano deficit della memoria, del linguaggio, delle funzioni esecutive. È però altrettanto evidente che non tutti invecchiano allo stesso modo, e che alcuni soggetti mantengono un buon profilo cognitivo anche in età avanzata (successful aging).

Molteplici sono i fattori chiamati in causa per spiegare la notevole variabilità degli esiti psico-cognitivi che accompagnano la senescenza; alcuni autori suggeriscono che le basi genetiche siano determinanti, ma l’idea oggi più accreditata è che la qualità della vita dipenda soprattutto dalle interazioni fra patrimonio genetico e ambiente.

Fra i fattori ambientali che incidono negativamente sui processi d’invecchiamento cerebrale, lo stress è senz’altro uno dei più studiati; al contrario, secondo i principi della metodologia Pneisystem, la nuova frontiera nel campo del benessere e dell’anti-aging, uno stile alimentare corretto, l’esercizio fisico regolare, l’impegno in attività cognitivamente stimolanti, tempo libero per le proprie passioni, relazioni sociali soddisfacenti, sono fattori che promuovono una qualità di vita straordinaria.

Tutte le terapie contro l’invecchiamento puntano a ridurre lo stress ossidativo. Il termine stress ossidativo identifica la modificazione del normale equilibrio intracellulare tra sostanze ossidanti prodotte fisiologicamente durante i processi metabolici e il sistema di difesa antiossidante che svolge la funzione di neutralizzarle.

L’esposizione a eventi stressanti, fisici e psico-sociali, induce nell’organismo una riposta allostatica, che si realizza tramite l’azione integrata di ormoni (cortisolo, adrenalina) e altri mediatori (neurotrasmettitori e fattori immunitari, quali le citochine infiammatorie) volta a mettere l’organismo nelle condizioni psico-fisiche migliori per affrontare le sfide, attuali o potenziali, che l’ambiente continuamente gli pone. Lo stress, pertanto, è una risposta adattativa, vitale per l’organismo.

Tuttavia, se la risposta allostatica viene mantenuta più a lungo del necessario, o viene attivata cronicamente – iperattività dei sistemi dello stress – possono comparire effetti dannosi per l’organismo quali immunodepressione, degenerazione neuronale, disfunzioni metaboliche e cardiovascolari. In quest’ottica, il carico allostatico può essere considerato il fondamento fisiopatologico che spiega come lo stress cronico possa rappresentare un importante fattore di rischio alla base del deterioramento cerebrale che si verifica durante l’invecchiamento.

http://www.mariacorgna.it/Index.asp

http://www.pnei4u.com/

Bigliografia :

Fonti :

mar 1 luglio 2014
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