In arrivo nuovi farmaci per curare l’obesità

Nuovi composti saranno a breve disponibili per il trattamento farmacologico dei disordini del peso corporeo, sempre più sicuri e mirati.

Nuove molecole saranno a breve disponibili per il trattamento farmacologico dei disordini del peso corporeo, sempre più sicure e mirate. Lo fanno sapere i ricercatori del dipartimento di farmacologia e terapia sperimentale della Thomas Jefferson University di Philadelphia.

Le future molecole potenzialmente impiegabili nel trattamento dell’obesità sono il frutto di approfonditi studi che hanno fornito una nuova e più dettagliata comprensione dei meccanismi fisiologici che controllano il metabolismo e, soprattutto, l’equilibrio energetico.

La richiesta di nuovi composti per la gestione dell’obesità è infatti pressante se si considera il carattere pandemico che ha ormai assunto la diffusione di questa patologia.

Attualmente, la farmacoterapia, imprescindibilmente associate alla correzione degli stili di vita scorretti, rappresenta l’approccio più efficace nel favorire una sostanziale riduzione del peso corporeo, e così anche delle pericolose condizioni patologiche che si accompagnano all’eccesso di peso.

Il principale incoveniente di queste terapie farmacologiche, tuttavia, resta la presenza di effetti collaterali, spesso non ignorabili, come disturbi cardiovascolari e psichiatrici. Un’importante sfida per questo settore è dunque la messa a punto di farmaci dotati di proprietà farmacologiche sempre più mirate e allo stesso tempo privi di potenziali rischi per il paziente.

Il progresso difficoltoso in questo campo è evidenziato dal successo di Belviq (lorcaserina) e Qsymia (fentermina-topiramato), i primi agenti farmacologici per il trattamento dell’obesità cronica ad aver ottenuto un’approvazione per la messa in commercio nell’arco di 10 anni. La ricerca attuale vede attualmente come più probabile bersaglio candidato di future terapie farmacologiche i circuiti di segnalazione cellulare controllati dalla molecola guanosina 3’5’ ciclico monofosfato.

La recente scoperta dei meccanismi biologici alla base della regolazione dei livelli di questo composto nel controllo del peso corporeo offrono infatti eleganti modelli per lo sviluppo di strategie terapeutiche che potrebbero presto trasformarsi in farmaci a disposizione per la gestione del paziente obeso.

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Fonti :

lun 6 gennaio 2014
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