Immunoterapia: una strada promettente nel tumore mammario

L’impiego di anticorpi monoclonali diretti verso bersagli biologici nelle cellule tumorali rappresenta l’approccio più promettente nella terapia di alcune neoplasie mammarie.

L’immunomodulazione, o immunoterapia rappresenta una strategia terapeutica oramai affermata nel trattamento di alcuni tipi di tumori ginecologici. Il caso più evidente l’impiego dell’anticorpo monoclonale diretto verso il recettore del fattore di crescita HER2, conosciuto con il nome commerciale di trastuzumab, grazie al quale è possibile cambiare drasticamente per il meglio la progressione della patologia e favorire la sopravvivenza nelle pazienti che presentano un’over-espressione della molecola HER2 nelle cellule tumorali.

Il legame di questo recettore da parte de farmaco è altamente selettivo ed è in grado infatti di inibire l’attivazione dei segnali intracellulari che regolano la proliferazione delle cellule.

 

Sempre più crescenti evidenze cliniche suggerisce che il sistema immunitario stesso contribuisce agi effetti terapeutici del farmaco trastuzumab, così come di altri anticorpi monoclonali impiegati con fini terapeutici in ambito oncologico.

 

Non solo, una serie di indicatori immunologici sembrerebbero fornire importanti informazioni prognostiche ed è anche noto che il potenziamento dell’attività clinica segue tipicamente l’attivazione del sistema immunitario. Attualmente stiamo assistendo ad un continuo sviluppo di farmaci immunomodulatori dotati di una significativa attività farmacologica e destinati al trattamento di differenti tumori solidi.

 

In questo scenario è dunque possibile immaginare un futuro in cui le terapie combinate basate sulla modulazione del sistema immunitario e l’impiego di farmaci selettivi come trastuzumab, o altre molecole dirette verso il recettore HER2, faciliteranno l’esito clinico potenziando la risposta ai trattamenti.

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Fonti :

gio 6 febbraio 2014
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