I genitori, ad esempio..

I comportamenti dei genitori, più che le loro raccomandazioni, influenzano le abitudini dei figli
Uno studio appena pubblicato sulla rivista “Appetite”  ha osservato 100 adolescenti (13-19 anni) per analizzare le relazioni tra i comportamenti parentali percepiti da loro (comportamenti alimentari, attività fisica e la pressione verbale) e le  variazioni di BMI dei figli in sovrappeso e obesi.

I dati longitudinali sono stati raccolti tre volte, con un intervallo di 2 mesi tra T1 e  T2 e un intervallo di 13 mesi tra T2 e T3.

I partecipanti hanno compilato i questionari di valutazione dei loro comportamenti alimentari, l'attività fisica, i comportamenti dei genitori percepiti  e la pressione verbale (variabili indipendenti). Peso e altezza degli adolescenti sono stati misurati oggettivamente (con l’indice di massa corporea che costituisce la variabile esito).

Gli adolescenti che hanno percepito che i loro genitori sono impegnati in una dieta sana e frequente attività fisica al T1 hanno auto-riferito a T2 e T3  una dieta più sana, alti livelli di attività fisica e il loro indice combinato di stile di vita sano è stato superiore. A loro volta, i comportamenti degli adolescenti erano improntati ad abbassare il BMI.

I comportamenti percepiti dei genitori avevano un significativo effetto indiretto sulla riduzione del BMI. Non ci sono stati effetti della pressione verbale (T1) né sui comportamenti né sul BMI degli adolescenti nei tempi seguenti di indagine.

Il ruolo dei genitori sui comportamenti salutistici (dieta e l'attività fisica) deve essere presa in considerazione nel valutare i programmi di prevenzione e di trattamento di sovrappeso e obesità degli adolescenti.
L’aspetto familiare dell’obesità non ha solo origini genetiche!

Il nutrizionista dovrebbe coinvolgere tutto il nucleo famigliare per garantirsi la compliance e la riuscita dell’intervento, anche nel lungo periodo.

Bigliografia :

Fonti :

mar 8 settembre 2015
VEDI ANCHE
Parliamo di …