Grasso viscerale favorisce aterosclerosi nei pazienti in dialisi

L’eccesso di tessuto adiposo profondo addominale è causa del danno vascolare nei pazienti in dialisi peritoneale.

La presenza di un eccesso di grasso viscerale è un riconosciuto fattore di rischio per lo sviluppo dell’aterosclerosi, dell’infiammazione tessutale e della resistenza all’insulina. Il ruolo dei depositi adiposi profondi nei disturbi cardiovascolari dei pazienti in dialisi peritoneale non è chiaro.

Nel presente studio i ricercatori coreani della Yonsei University di Seoul, hanno esaminato in soggetti in dialisi peritoneale l’impatto dello spessore del volume adiposo viscerale sullo sviluppo dell’aterosclerosi carotidea, definita come aumento dello spessore della tonaca intima-media della parete.

In breve gli autori hanno calcolato l’indice di massa corporea (BMI) e la circonferenza in vita di 88 pazienti. Il volume dei depositi adiposi viscerali e sottocutanei addominali è stato determinati mediante esame sonografico. L’esistenza di aterosclerosi carotidea era definita in presenza di un aumento dello spessore medio della parete di almeno un millimetro, oppure in base all’osservazione diretta di una placca.

Gli autori hanno potuto constatare che il 36% dei partecipanti (32 pazienti) presentava una patologia cardiovascolare in corso. Questi soggetti presentavano inoltre valori di BMI, circonferenza e di grasso viscerale particolarmente elevati. Solo il valore relativo alla componente sottocutanea non correlava in alcun modo con la presenza del danno vascolare.

I ricercatori hanno anche potuto dimostrare che quando i pazienti venivano suddivisi in categorie in base al volume di grasso viscerale, il gruppo caratterizzato da valori più alti presentava anche livelli più elevati del marker infiammatorio proteina C-reattiva e una maggiore resistenza all’insulina determinata con il test HOMAIR.

La valutazione ecografica dei depositi adiposi in questa categoria di pazienti permette di identificare precocemente il rischio di sviluppare fenomeni aterosclerotici dei vasi di maggiore calibro.

Bigliografia :

Fonti :

mar 5 giugno 2012
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