Fumo e sovrappeso: causa di sovralimentazione nella donna?

L’abitudine al fumo e l’obesità potrebbero influire sulla capacità di riconoscere la presenza di grassi nei cibi, causando così un eccessivo apporto calorico.

Sovrappeso e fumo di sigaretta sarebbero due pericolosi fattori in grado di causare un eccesivo consumo di grassi, specialmente nella donna. Il motivo? Entrambi separatamente, ma ancor di più in combinazione, sembrano influire sulla capacità di riconoscere la presenza di grassi nei cibi, determinando così una sovralimentazione e spesso un’assunzione oltre modo di cibi ipercalorici.

È questa l’evidenza presentata dai ricercatori americani del Center for Human Nutrition and Atkins Center of Excellence in Obesity Medicine presso la Washington University School of Medicine di St. Louis in Missouri, i quali hanno potuto dimostrare che le donne obese fumatrici presentano effettivamente una ridotta abilità percettiva dei grassi a livello orale.

Per fare questo gli autori dello studio hanno destinato quattro gruppi di partecipanti – 14 donne obese fumatrici, 14 obese non-fumatrici, 10 donne di peso normale fumatrici e 12 donne normopeso non-fumatrici – al consumo di alcune porzioni dello stesso dolce che però variavano nel contenuto di grassi, misurando poi le sensazioni delle donne riguardanti l’intensità di cremosità e dolcezza percepita, così come della soddisfazione sensoriale complessiva associata al consumo del cibo.

Chiaramente per tutti e quattro i gruppi di partecipanti, la cremosità del dolce risultava maggiore in presenza di un contenuto maggiore di grassi. Tuttavia, le donne obese fumatrici riportavano un livello di cremosità, dolcezza e piacere decisamente inferiore rispetto agli altri gruppi.

Secondo gli autori, questa situazione sarebbe direttamente riconducibile all’effetto del fumo, ma anche di altri meccanismi neurologici associati al sovrappeso, che complessivamente comprometterebbero la capacità di percepire la presenza di grassi nei cibi. Una diretta conseguenza di questa condizione sarebbe appunto l’eccessiva assunzione di calorie e dunque un pericoloso aggravarsi del rischio cardiovascolare che già caratterizza questa specifica categoria di soggetti.

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Fonti :

mar 18 febbraio 2014
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