F-menù: è nato il primo menù al femminile per la ristorazione collettiva

“F” come femminile, forma fisica, futuro e fertilità. Sono queste le parole alla base dell’F-menù, nato nell’ambito del progetto “OKkio Alla Ristorazione”, volto a migliorare la qualità dei pasti serviti dalla ristorazione collettiva, mediante la formazione degli operatori coinvolti e l’adesione alle raccomandazioni nutrizionali e alle linee di indirizzo nazionali e comunitarie. 

Sulla scia del crescente interesse per la “salute di genere” e per l’approccio “gender sensitive”, soprattutto in ambito clinico e farmacologico, “OKkio alla ristorazione” ha elaborato dei menù “ad hoc” per l’alimentazione delle donne, soprattutto le più giovani.  I motivi per cui è rivolto alle donne sono diversi: le donne di oggi, lavoratrici e spesso sottoposte a ritmi frenetici, a volte non hanno tempo a sufficienza per dedicarsi alla propria salute e alimentazione; inoltre  non bisogna dimenticare che le donne, oltre a giocare un ruolo importante nel determinare la salute dei propri cari, influenzando le abitudini alimentari del partner e dei figli, hanno un ruolo determinante per la salute delle generazioni future. “La dieta della donna è, difatti, fondamentale soprattutto ai fini di un’eventuale gravidanza e aumenta sensibilmente le probabilità di far nascere i propri figli sani.”

I quattro F-menù, uno per ogni stagione, che verranno offerti alla popolazione femminile presso le strutture di ristorazione collettiva coinvolte nel progetto, sono nutrizionalmente adeguati e contengono alimenti importanti per rispondere ai fabbisogni di particolari micronutrienti per la salute della donna, con l’obiettivo di garantire all’organismo le migliori condizioni in caso di gravidanza. 

Elaborati sulla base della IV Revisione dei LARN 2014, delle raccomandazioni del Ministero della Salute per le coppie che desiderano un bambino e della più recente letteratura scientifica, questi menù prevedono alimenti ricchi in folati, in omega 3, in iodio e in fibra alimentare, andando a limitare invece l’assunzione di grassi, privilegiando tra questi l’uso dell’olio extravergine di oliva, e l’utilizzo del sale, che deve essere poco ma iodato. L’attenzione però non è rivolta solo ai nutrienti ma anche ad altri elementi quali la Mediterraneità, il rispetto delle tradizioni culturali e culinarie, la convivialità, il mantenimento o potenziamento di alcune caratteristiche nutrizionali degli alimenti prestando attenzione alla cottura, l’amore per il cibo, il gusto, la conoscenza ed il rispetto delle materie prime, il “food cost” e la stagionalità.  

Il primo F-menù, quello invernale caratterizzato dal colore verde, prevede riso integrale con puntarelle, spinaci e zenzero, seguito da polpette di ceci, alici e limone, poi come contorno cime di rapa con uvetta e pinoli e infine per concludere le arance rosse. 

Nel documento che descrive il nuovo risultato del progetto “OKkio alla ristorazione” viene specificato che  “questo primo menù così come gli altri che seguiranno vogliono essere un “esempio-modello” per gli chef della ristorazione collettiva: rispettando i dosaggi e i gruppi degli alimenti chiave utilizzati, gli chef delle regioni che hanno aderito al progetto declineranno i menù con le varietà locali, dando vita a nuove F-ricette.” Sarà quindi compito degli chef adattare il menù proposto utilizzando le materie prime locali ed assicurando gli stessi principi nutritivi. 

http://www.okkioristorazione.com/

Bigliografia :

Fonti :

mar 24 marzo 2015
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