Everolimus più Exemestano migliora la sopravvivenza nelle pazienti ER+

I risultati sono stati presentati al meeting annuale dell’American Society of Medical Oncology e pubblicati sulla rivista Journal of Clinical Oncology.

Così suggerisce lo studio BOLERO-2 (Breast Cancer Trials of Oral Everolimus-2), nel quale un nutrito gruppo internazionale di ricercatori ha potuto dimostrare l’efficacia della combinazione dei due farmaci nel prolungare la sopravvivenza libera da progressione nelle pazienti affette da tumore al seno.

Lo studio BOLERO-2 è un trial clinico internazionale di fase 2 randomizzato doppio cieco allestito per stabilire l’efficacia della combinazione del farmaco inibitore del mTOR Everolimus (10 mg al giorno) e l’inibitore steroideo delle aromatasi Exemestano (25 mg giornalieri) nel favorire la sopravvivenza libera da progressione e recidive in donne in post menopausa con tumore al seno positivo per il recettore degli estrogeni, non responsive al trattamento con gli inibitori non steoirdei delle aromatasi etrozole e anastrozole. Anche se sia attendono dati più robusti riguardo l’efficacia a lungo termine lo studio ha già fornito importanti risultati.

Nello studio un totale di 724 donne sono state assegnate casualmente al trattamento combinato doppio (485) oppure alla monoterapia Exemestano più placebo. I ricercatori hanno potuto osservare che nel gruppo Everolimus più Exemestano la sopravvivenza libera da progressione era doppia pressoché doppia rispetto al gruppo monoterapia e la risposta al trattamento era ben tollerata.

 

Dopo 12,5 mesi di follow up la terapia doppia aumentava infatti la sopravvivenza del 57%. A 18 mesi i ricercatori stimavano invece una riduzione del rischio di mortalità del 55%. ll tasso di mortalità era del 25,4% nel trattamento combinato e del 32,2% nella monoterapia. Gli effetti collaterali più frequentemente osservati nel doppio trattamento erano simili a quelli riportati in precedenti studi condotti su Everolimus e comprendevano stomatite, iperglicemia e fatica cronica.

Attualmente le soluzioni terapeutiche per le donne in post menopausa con recidive tumorali di carcinomi positivi per il recettore degli estrogeni (ER+) o tumori che progrediscono nonostante il trattamento con inibitori delle aromatasi sono assai limitate.

Globalmente, questi risultati lasciano ipotizzare la validità del trattamento combinato nel promuovere la sopravvivenza e suggeriscono una discreta efficacia a lungo termine nel ridurre la progressione della malattia.

Bigliografia :

Fonti :

lun 18 giugno 2012
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