Epigenetica ed eccesso di peso, emergono le prime associazioni

Recente studio rivela precise modificazioni epigenetiche ricorrenti nell’obesità. Si apre potenzialmente un nuovo scenario sulle cause della patologia.

Nuove evidenze sperimentali suggeriscono l’esistenza di alterazioni epigenetiche coinvolte nella predisposizione al sovrappeso. Non solo geni disfunzionali, dunque, ma anche precise modificazioni chimiche a carico delle sequenze di DNA rivestirebbero un ruolo nel mediare i processi fisiologici che determinano l’accumulo eccessivo di tessuto adiposo corporeo.

L’evidenza è stata fornita da uno studio internazionale coordinato dai ricercatori inglesi dell’University of Leicester nel quale veniva esaminata, a livello dell’intero genoma, la distribuzione della modificazione delle sequenze geniche nota come metilazione e la potenziale associazione con la predisposizione al disordine.

L’analisi ha così identificato una significativa associazione tra la metilazione in cinque precise punti del genoma e il valore dell’indice di massa corporea (BMI). Questi risultati ottenuti in un campione di 479 individui venivano successivamente confermati in due successive coorti di individui non relazionati ma della stessa etnia.

Infine, il pattern di metilazione veniva anche confermato in campioni di cellule derivate dal tessuto adiposo e cutaneo. Tre dei cinque loci genetici che presentavano un’associazione tra il livello di metilazione e la condizione corporea appartengono ad un elemento regolativo del gene hypoxia inducible transcription factor (HIF3A), un elemento coinvolto nelle vie di segnalazione che intervengono nel metabolismo e nel differenziamento cellulare.

In particolare, per ogni aumento di un’unità nel livello di metilazione di questo locus genetico la probabilità di essere in sovrappeso cresceva del 3,6%.

Infine, il livello di metilazione di questo locus correlava in modo inverso con l’espressione stessa del gene HIF3A, lasciando ipotizzare un ruolo di questo fattore nel mediare alcuni processi che determinano l’aumento di peso patologico.

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Fonti :

ven 21 marzo 2014
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