Epigenetica delle allergie

Gravidanza, allattamento e sistema immunitario
Epigenetica delle allergie

Dal 5 all’11 giugno ricorre la settimana mondiale delle allergie.

Le allergie alimentari sono un problema crescente in tutto il mondo.

Sono malattie multifattoriali, in cui il genoma da solo non spiega lo sviluppo della malattia, ma contribuiscono alla loro insorgenza una predisposizione genetica e vari fattori ambientali.

I fattori ambientali, in particolare i fattori nutrizionali nelle prime fasi della vita, sono riconosciuti come elementi chiave nell’eziologia delle allergie alimentari.

Il ruolo della nutrizione

Vi sono prove crescenti che suggeriscono che la nutrizione può influenzare il rischio di sviluppare allergie alimentari attraverso meccanismi epigenetici provocati dai fattori nutrizionali di per sè o modulando il microbiota intestinale e i suoi prodotti funzionali. Il microbiota intestinale e i postbiotici possono a loro volta influenzare il rischio di sviluppo di allergie alimentari attraverso meccanismi epigenetici. La metilazione del DNA, le modificazioni degli istoni e i miRNA sono meccanismi epigenetici che possono modificare il rischio di malattie allergiche.

I primi mille giorni di vita rappresentano una “finestra di opportunità” per modificare il rischio di sviluppare malattie non trasmissibili, come le malattie allergiche, e i fattori nutrizionali rappresentano un interessante target di intervento.

Questo aspetto non è facile da indagare, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, considerando che sono molti i fattori ambientali che influenzano la programmazione epigenetica in questo periodo della vita.

Nutrizione nella prima infanzia ed effetti epigenetici nell’allergia alimentare

Fin dalla prima infanzia, la complessa relazione tra dieta e microbiota intestinale influenza in modo significativo lo sviluppo e le funzioni dell’immunità. La colonizzazione del microbiota intestinale inizia già durante il periodo gestazionale, in cui è fortemente influenzata dalla nutrizione materna.

Il microbiota intestinale dei neonati differisce per una bassa diversità e un predominio parziale dei phyla Actinobacteria e Proteobacteria.

Durante il periodo postnatale, i fattori nutrizionali continuano a influenzare la struttura e le funzioni del microbiota intestinale. Il microbiota intestinale dei bambini che allattano al seno è diverso da quello dei bambini allattati artificialmente. L’allattamento al seno, infatti, è una risorsa di specie batteriche favorevoli, come BifidobacteriaLactobacilli ed Enterobatteriaceae.

L’alimentazione complementare, con l’introduzione di fibre e nuove fonti proteiche nella dieta, è un altro periodo critico in cui i fattori nutrizionali influenzano fortemente la composizione e le funzioni del microbiota intestinale. Quando i bambini iniziano a mangiare cibi solidi, hanno una maggiore diversità di specie di batteri, che includono le specie EnterococchiEnterobacteriaClostridiumStreptococus e Bacteroides.

In questo periodo, il microbiota intestinale si sposta verso una comunità più matura che differisce ancora da quella degli adulti, con una maggiore abbondanza di taxa batterici che producono acidi grassi a catena corta (SCFA).

Non esiste una relazione conclusiva tra la dieta delle madri e le manifestazioni atopiche nei loro figli. Tuttavia, le prove disponibili suggeriscono che una dieta mediterranea materna, che è abbondante in frutta, verdura, pesce e alimenti contenenti vitamina D, può esercitare effetti benefici sulla prole, ma sono necessarie ulteriori prove per supportare questa ipotesi.

È stata invece stabilita un’associazione più evidente tra alimentazione infantile e la prevenzione delle allergie alimentari. Una dieta infantile basata su alti livelli di frutta, verdura e cibi preparati in casa è stata correlata a una minore allergia alimentare all’età di due anni. In particolare, una bassa ricchezza del microbiota intestinale e un elevato rapporto Enterobacteriaceae/Bacteroidaceae nella prima infanzia sono legati alla successiva sensibilizzazione alimentare, suggerendo che la colonizzazione intestinale precoce può influenzare l’insorgenza di malattie atopiche, comprese le allergie alimentari.

Al contrario, l’uso elevato di zuccheri e grassi è stato collegato a un aumentato rischio di manifestazioni atopiche correlato a differenze significative nel microbiota intestinale.

Bigliografia : Margherita Di Costanzo, Nicoletta De Paulis, Maria Elena Capra, Giacomo Biasucci 

gio 7 luglio 2022
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