Dolore cronico nell’anziano: l’approccio combinato vince

La gestione del dolore cronico nel paziente anziano richiede un approccio combinato di terapie farmacologiche e strategie riabilitative.

Come trattare efficacemente il paziente anziano affetto da dolore cronico? Secondo una recente pubblicazione presentata sulla rivista Journal of the American Medical Association (JAMA), sarebbe indispensabile affiancare alle terapie farmacologiche a disposizione un trattamento olistico che comprenda un approccio riabilitativo in primis e, soprattutto, sia basato su uno stretto rapporto comunicativo tra medico e paziente. 

Queste le principali conclusioni della pubblicazione, redatta per sottolineare una mancanza di soluzioni efficaci per la gestione di questa condizione estremamente prevalente tra la popolazione anziana e decisamente costosa per le tasche degli individui interessati e dei sistemi sanitari ma, soprattutto, altamente disabilitante e in grado di compromettere in modo significativo la qualitá di vita.

Attualmente la gestione del dolore cronico negli anziani soffre infatti di numerose barriere che non permettono agli interventi di raggiungere l’obiettivo terapeutico.

Per stabilire i punti fondamentali da implementare nella gestione di questi pazienti il gruppo di autori ha analizzato la letteratura scientifica in cerca di studi ad hoc in cui venissero riportate le modalità di intervento e gli esiti clinici dei diversi tipi di trattamento.

In totale sono stati esaminati 92 studi clinici, di cui 35 basati su interventi farmacologici e 57 su strategie non farmacologiche, la maggior parte dei quali condotti su pazienti anziani affetti da osteoartrite.

In questo modo emergeva un’evidenza che sottolineava l’importanza dell’intervento farmacologico come primo step per la gestione dei sintomi dolorosi comprendente l’impiego di farmaci FANS prevalentemente topici, mentre l’utilizzo a lungo termine di quelli orali veniva sconsigliato per via dei potenziali effetti collaterali associati all’etá avanzata dei pazienti.

Quel che emergeva, fondamentalmente, sarebbe la necessità di mettere in atto strategie multimodali basate su una combinazione di approcci farmacologici e non basati principalmente sulla riabilitazione fisica e occupazionale, ma anche interventi di tipo cognitivo-comportamentale e basati sul movimento.

Un ultimo punto, di cruciale importanza secondo gli autori, sarebbe il bisogno di instaurare un rapporto o alleanza terapeutica tra medico e paziente, basata sulla comunicazione e imprescindibile per favorire l’avanzamento delle terapie e il costante riscontro dei benefici ad esse associati.

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Fonti :

lun 15 settembre 2014
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