Disordini metabolici nell’adolescenza: quali parametri aiutano a riconoscerli?

Quali sono i parametri antropometrici che permettono di predire più correttamente la presenza della resistenza all’insulina negli adolescenti? E quanto sono affidabili queste misure?

La risposta giunge da uno studio condotto dai ricercatori della School of Medicine di New York, i quali hanno analizzato un vasto campione di adolescenti (1300) testando la validità di sei criteri parametri antropometrici riferiti a tre categorie principali: adiposità centrale, peso e composizione corporea. Quest’ultima è stata determinata mediante l’analisi della bioimpedenza (BIA), mentre il grado di resistenza all’ormone insulina è stato valutato attraverso il test HOMA-IR. Per stabilire l’affidabilità dei singoli parametri è stata impiegata l’analisi di regressione lineare automatica (stepwise) che ha permesso di escludere i criteri antropometrici scarsamente indicativi del grado di resistenza all’ormone.

L’analisi manteneva i due parametri circonferenza in vita e percentuale di grasso come forti indicatori della presenza del disturbo metabolico. Al contrario, l’indice di massa corporea (BMI) veniva automaticamente scartato, in quanto scarsamente correlato alla resistenza all’ormone. La circonferenza in vita risultava tuttavia l’indicatore più fortemente associato ai risultati del test HOMA-IR. Un secondo tipo di test ha dimostrato che il parametro circonferenza in vita risultava più adatto per valutare gli individui obesi, mentre un modello basato unicamente sulla percentuale di grasso corporeo era più efficace per gli adolescenti di peso normale. Ulteriori analisi statistiche hanno rivelato che la circonferenza in vita e la percentuale di grasso corporeo sono parametri più sensibili rispetto al BMI, ma meno specifici nel dimostrare la resistenza all’insulina.

Complessivamente, la combinazione dei due parametri sembra fornire la stima più affidabile circa la presenza del disordine metabolico. Questa osservazione può essere in parte spiegata in termini dell’abilità della percentuale di grasso di stimare il valore di HOMA-IR tra gli individui di peso sano, mentre la circonferenza in vita di rivelare il disordine tra i soggetti obesi.

Il fatto che l’indice di massa corporea si sia dimostrato un indicatore piuttosto debole non deve sorprendere, ma ribadisce la necessità di condurre analisi più approfondite che includano l’analisi della composizione corporea, specialmente tra gli adolescenti, i quali possono nascondere il disordine celato dietro una condizione corporea apparentemente sana. 

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Fonti :

gio 30 agosto 2012
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