Dieta povera in sodio previene danno renale nella resistenza all’insulina

La restrizione del sodio alimentare nell’animale protegge dal danno renale associato ai disordini metabolici. Per ora dimostrato solo nel modello animale.

Lo studio dell’animale ha fornito evidenza di un effetto protettivo legato alla riduzione del consumo di sodio alimentare che va oltre la prevenzione dell’ipertensione: limitando la sua assunzione sarebbe possibile prevenire la progressione del danno renale associato ai disordini metabolici.

Nello studio i ricercatori dell’Università di Montpellier hanno potuto elegantemente dimostrare che riducendo l’assunzione di sodio con la dieta era possibile attenuare il danno al rene causato da un eccessivo consumo di fruttosio. Quest’ultimo determinava infatti l’insorgenza della resistenza all’insulina a cui si accompagnava un aumento di albuminuria, ipertrofia tubulare e glomerulare e infiammazione del rene e del tessuto adiposo.

Riducendo sensibilmente il consumo di sodio era possibile migliorare la resistenza all’insulina e prevenire il danno renale. Questi effetti erano associati principalmente a una riduzione dei fenomeni infiammatori a livello renale e dei processi ossidativi e la prevenzione delle alterazioni istologiche del grasso retroperitoneale causate dall’eccessivo consumo di fruttosio. Lo studio ha dunque dimostrato che la riduzione del consumo di sodio esercita una serie di effetti benefici contro il danno d’organo, indipendentemente dagli effetti anti-ipertensivi.

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Fonti :

mer 3 aprile 2013
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