Depressione atipica: più pericolosa per l’aumento di peso patologico

La presenza di una forma atipica del disordine psicologico può favorire la sovralimentazione e l’obesità. Nuove osservazioni sottolineano il rischio di questa associazione.

La presenza di una forma a tipica di depressione, caratterizzata da episodi di reattività dell’umore, e in particolare momenti di euforia in risposta a situazioni positive, potrebbe mettere a serio rischio di sviluppare l’obesità.

È questo l’allarme recentemente lanciato da un recente studio pubblicato sulla rivista JAMA Psychiatry e coordinato dai ricercatori dell’Università di Losanna.

Tale condizione, atipica appunto nel quadro del disordine psicologico, può infatti accompagnarsi ad episodi frequenti di sfogo nell’alimentazione in concomitanza con le situazioni di momentaneo benessere psicologico e risultare in un significativo aumento del peso corporeo.

La relazione tra depressione e obesità è ben nota in ambito clinico sia psichiatrico che nutrizionale, tuttavia le basi cause patogenetiche di questa associzione, e soprattutto la direzionalità nell’isorgenza delle due condizioni, risultano poco chiare.

La nuova relazione identificata aggiungerebbe dunque un ulteriore livelo di complessità nella gestione delle complicazioni associate alla condizione psicologico e imporrebbe un tempestivo riconoscimento dei sintomi caratteristici della forma atipica del disordine in modo tale da prevenire le ripercussioni sulla salute generale e sul metabolismo.

Lo studio in questione ha coinvolto 3,054 pazienti adulti in quali venivano regolarmente esaminati sotto il profilo psicologico e antropometrico nel corso di 5,5 anni. 

Gli autori hanno così potuto riscontrare che gli individui caratterizzati da una forma atipica del disordine presentavano durante il follow-up clinico una maggiore probabilità incrementi del valore dell’indice di massa corporea (BMI), della circonferenza in vita e dell’incidenza dell’obesità.

Questa situazione era riscontrabile in entrambi i sessi, ma in particolare negli uomini si assisteva anche ad un generale aumento della massa grassa corporea totale. Non solo, lo studio ha potuto riscontrare che l’aumento del valore di BMI non era temporaneo ma persisteva in seguito alla remissione dagli episodi depressivi.

Secondo gli autori della pubblicazione, questa forma atipica del disordine psichiatrico, e in particolare l’aumento temporaneo dell’appetito, meriterebbe dunque una particolare attenzione da parte dei professionisti nutrizionisti in quanto sarebbe altamente predittiva delle variazioni nell’adiposità corporea.

Questa situaizione richiederebbe infatti un’attenta gestione del paziente, specialmente in riguardo alla prescrizione di farmaci stimolanti l’appetito ed, eventualmente, la messa in atto di strategie di controllo dell’alimentazione durante il verificarsi di episodi depressivi.

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Fonti :

lun 16 giugno 2014
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