Combinazione ormonale allevia dolore cronico e riduce utilizzo di oppioidi

La somministrazione combinata degli ormoni ossitocina e gonadotropina corionica allevia il dolore cronico e riduce la dosi richieste di oppioidi. I risultati da studio preliminare.

Nuovi risultati suggeriscono che la somministrazione combinata di due ormoni favorirebbe la riduzione del dolore cronico e quindi le dosi di oppioidi richiesti per controllare la sintomatologia dolorosa. L’evidenza giunge da un recente studio preliminare condotto presso la Veract Intractable Pain Clinic di West Covina, California.

I due ormoni in questione, ossitocina e gonadotropina corionica, sono in parte noti possedere proprietà analgesiche e neurogeniche e si conosce un loro effetto nell’alleviamento del dolore nelle donne in gravidanza.

Nella presente analisi il team medico guidato dal Dr. Tennant ha investigato l’effetto della somministrazione simulatanea dei due ormoni in una serie di 9 pazienti affetti da dolore cronico regolarmente sottoposti a trattamento com oppioidi.

I pazienti venivano quindi destinati giornalmente a 25 – 550 unità di gonadotropina corionica e 10 unità di ossitocina. A distanza di 3 mesi di follow-up 7 pazienti avevano così ridotto l’assunzione di oppioidi del 30-40% e riposrtavano una riduzione dell’intenstià del dolore percepito così come degli attacchi e della distanza tra vari episodi.

Non solo, a questi eventi si accompagnava un miglioramento complessivo dell’umore e della funzionalità intellettiva e delle energie fisiche. Queste osservazioni hanno decisamente attirato l’attenzione della comunità medica poichè, mentre è noto un effetto degli oppioidi sul sistema endocrino, meno chiaro sarebbe invece il ruolo degli ormoni nel modificare l’azione delle sostanze analgesiche.

Nonostante l’assenza di un consensus clinico sui risultati dello studio, diversi esperti chiamati ad esprimersi sulla faccenda hanno chiaramente sottolineato la necessità di investigare i mecanismi biologici alla base di questo effetto lasciando aperta la possibilità a questa strategia terapeutica di divenire in futuro uno standard nel trattamento del dolore cronico.

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Fonti :

gio 3 aprile 2014
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