Ca mammario: si fa strada l’analisi del metiloma per valutare la malignità del tumore

Un approccio pionieristico di diagnostica molecolare potrebbe facilitare l’individuazione dei tumori caratterizzati da un potenziale maligno superiore.

L’analisi dello stato epigenetico del DNA per stimare il potenziale maligno del tumore mammario. Questa la strategia impiegata in un recente studio pubblicato sulla rivista British Journal of Cancer, nel quale ne è stata dimostrata la proof of concept, cioè la validità e applicabilità.

Il carattere evolutivo e invasivo del carcinoma al seno può essere ricercato nel cosiddetto metiloma, cioè quel tipo di alterazione epigenetica delle sequenze di DNA che consiste in una particolare modificazione chimica delle strutture essenziali che costituiscono la doppia elica.

Per fare questo, A Q van Hoesel e colleghi del John Wayne Cancer Institute di Santa Monica, California, hanno esaminato quattro regioni specifiche del genoma caratterizzate da un profilo di metilazione altamente dinamico. Le analisi sono state condotte in diversi stadi della malattia (benigno, premaligno e maligno) ed anche in campioni di tessuto appartenenti a diversi sottotipi di tumore (epitelio mammario normale, iperplasia duttale, carcinoma duttale in situ e invasivo).

Gli autori hanno potuto chiaramente dimostrare che il livello di metilazione del DNA a carico delle quattro sequenze aumentava linearmente in accordo allo stadio di sviluppo del tumore e nelle due forme duttali correlava con la presenza di caratteristiche più severe della malattia.

A detta dei ricercatori, l’esame di queste alterazioni epigenetiche potrebbe fornire preziose indicazioni prognostiche circa il potenziale maligno dei tumori e costituire un’alternativa allo studio delle mutazioni genetiche, specialmente in luce del fatto che non è ancora stato raggiunto un un consenso riguardo le basi genetiche del comportamento maligno.

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Fonti :

gio 30 maggio 2013
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