Broncodilatatori: uso inappropriato nei pazienti in sovrappeso

Numerose condizioni respiratorie nel paziente obeso vengono erroneamente destinate al trattamento con farmaci broncodilatatori. La situazione sarebbe estremamente comune.

Molti pazienti in sovrappeso potrebbero ricevere trattamenti anti-asma non necessari.
È questa l’accusa rivolta alla comunità medica lanciata dai ricercatori americani della Yale School of Medicine.

Non si trattarebbe, tuttavia, di una situazione limitata al caso degli individui affetti da disordini del peso corporeo. Numerosi studi hanno in precedenza rilevato un’over-diagnosi di asma e malattie ostruttive croniche dei polmoni nella popolazione generale.

Nel caso dell’obesità, in particolare, vi sarebbe un maggior rischio di incappare in questa situazione, per via della frequente incidenza di sintomi respiratori e difficoltà respiratorie come dispnea che si presentano nei soggetti caratterizzati da un eccesso del peso corporeo ma non hanno alla base alcuna natura infiammatoria.

Per testare la diffusione di questo problema non certo trascurabile i ricercatori hanno analizzato un gruppo di soggetti obesi e sovrappeso (indice di massa corporea, BMI, medio 38 Kg/m2) valutando la funzionalità respiratoria mediante esame spirometrico.

Dall’analisi emergeva che il 45% dei soggetti che presentavano valori spirometrici normali, non indicativi quindi della presenza di una malattia ostruttiva broncopolmonare cronica, ricevevano un trattamento con farmaci broncodilatatori. In questo modo, lo studio ha evidenziato il rischio di trattamento non-necessario con farmaci anti-asma pur in assenza di evidenti sintomi caratteristici del disordine.

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Fonti :

gio 19 giugno 2014
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