Applicazioni smartphone non aiutano diagnosi melanoma

L’utilizzo di applicazioni sviluppate per l’auto-monitoraggio delle lesioni sospette non facilita la diagnosi del melanoma ma potrebbe addirittura ostacolare la corretta individuazione del tumore cutaneo.

Le applicazioni per l’automonitoraggio delle lesioni cutanee sospette non sarebbero d’aiuto ai pazienti e anzi impedirebbero il tempestivo riconoscimento delle lesioni maligne. Questo quanto emerge da un recente studio pubblicato sulla rivista Journal of the American Medical Association.

Attualmente sono disponibili numerose applicazioni che consentono di eseguire una vera e propria valutazione diagnostica “fai da te” sulle immagini acquisite direttamente con il proprio smartphone. Questi programmi contengono infatti algoritmi diagnostici in grado di fornire all’utente un feed-back riguardo la probabile malignità della lesione. Tuttavia, come ha evidenziato il presente studio, la concordanza tra le diverse applicazioni sarebbe decisamente scarsa e si assisterebbe ad una forte variabilità nei giudizi diagnostici forniti dalle differenti applicazioni.

Gli autori hanno analizzato sensibilità e specificità diagnostica di quattro distinte applicazioni confrontando i referti con le diagnosi effettuate da dermatologi specializzati in melanoma. La sensibilità diagnostica più elevata veniva osservata nel caso di un’applicazione che inviava direttamente le immagini ad un centro dermatologico specializzato, mentre la più bassa corrispondeva ad una versione dotata di un proprio algoritmo diagnostico.

Gli autori hanno sottolineato come il ricorso a questo tipo di strumenti non sono sottoposti supervisione medica possa addirittura costituire un rischio per il paziente in quanto spesso la natura maligna delle lesioni non viene riconosciuta in tempo.

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Fonti :

gio 21 marzo 2013
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