Applicazioni dermatologiche smartphone: quante sono? Come funzionano?

Le app per dispositivi portatili con applicazioni dermatologiche sono sempre più diffuse, ma come funzionano?

Il proliferare di applicazioni per telefoni cellulari sviluppate per facilitare lo studio delle lesioni cutanee, o addirittura permettere l’auto-valutazione della natura sospetta di una lesione, è un fenomeno in costante crescita.

Naturalmente, questa situazione suscita l’interesse, ma in molti casi anche la preoccupazione dei medici. Se da una lato la popolarità di queste applicazioni può infondere una maggiore coscienza verso il rischio del tumore cutaneo e sull’importanza del monitoraggio delle lesioni cutanee sospette, il timore è che gli utilizzatori di questi dispositivi possano rimpiazzare la visita medica e il parere di uno specialista con una semplice auto-valutazione.

I ricercatori dell’Università dell’Arizona di Phoenix hanno recentemente condotto un’indagine per censire la diffusione e la varietà di applicazioni dermatologiche per telefoni cellulari, esaminandone prezzo, popolarità e funzioni.

L’analisi ha fornito una lista di 229 applicazioni dermatologiche per smartphone commercializzate dalla principali firme di tecnologia portatile (Apple, Android, Blackberry, Nokia e Windows). Tra queste, la categoria più rappresentata era quella di referenza dermatologica generale, seguita da strumenti per facilitare l’auto-sorverglianza di lesioni sospette e diagnosi del melanoma, guida per le malattie dermatologiche, aiuti educazionali, raccomandazioni per l’utilizzo di schermi solari, strumenti per tele-dermatologia e per archiviazione o condivisione di immagini cliniche ed infine qualche applicazione per dermoscopia in senso stretto.

Per quanto riguarda l’accessibilità di questi strumenti, i ricercatori hanno riscontrato che il prezzo delle applicazioni poteva variare da 1 dollaro fino a 140, con un prezzo medio di 3 dollari. Nella maggior parte dei casi, i principali acquirenti delle app risultavano essere pazienti (117, 51%), seguiti da professionisti sanitari (94, 41%) oppure da entrambe le categorie (18, 7,9%).

Questi risultati, seppur capaci di suscitare timore tra i medici per le già discusse ragioni, dimostrano comunque una vasta diffusione e una ricca varietà di strumenti che possiedono il potenziale di espandere le modalità per fornire assistenza dermatologica al paziente.

Ciò non esclude però che il gold standard resti la visita dermatologica presso lo specialista.

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Fonti :

mer 9 ottobre 2013
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