Antropometria indica rischio a lungo termine

Le misure dell’adiposità addominale forniscono una stima affidabile del rischio a lungo termine di sviluppare patologie croniche

Circonferenza in vita e rapporto vita fianchi sono preziosi indicatori del rischio di mortalità. Così rivela una recente indagine condotta dai ricercatori dell’Università di Jena e pubblicata sulla rivista European Journal of Clinical Nutrition.

Le misure antropometriche dell’obesità centrale fornirebbero infatti una stima della probabilità di sviluppare disordini metabolici come diabete e sindrome metabolica, e del rischio di mortalità associata alle complicanze di queste condizioni, prevalentemente cause cardiovascolari e tumore.

Questa conclusione è emersa da un attento esame della letteratura scientifica mediante lo strumento della meta analisi. Gli autori hanno infatti selezionato nei principali database scientifici (Medline, Embase, Cochrane Database of Systematic Reviews e Esbiobase) studi di coorte prospettici nei quali veniva esaminata l’associazione tra la circonferenza in vita e il rapporto vita fianchi e la mortalità per diverse cause. In totale sono stati considerati 18 studi per un totale di 689 465 participanti e 48 421 fatalità durante un periodo di follow-up medio di  5–24 anni.

I ricercatori hanno riscontrato che sia le misure dell’obesità generale che di quella addominale correlavano significativamente con il rischio di mortalità. Tuttavia, le misure dell’obesità addominale fornivano informazioni indipendenti da quelle relative all’obesità generale. A detta dei ricercatori, la circonferenza in vita e il rapporto vita fianchi costituiscono due preziosi indicatori nella pratica clinica in grado di segnalare la presenza di un eventuale rischio metabolico.

L’antropometria dovrebbe quindi essere uno step costante della pratica clinica. 

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Fonti :

mer 5 giugno 2013
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