Adipositá centrale aumenta rischio rigiditá arteriosa

L’accumulo di tessuto adiposo nell’addome favorisce il rischio di rigidità arteriosa e dilatazione de ventricolo sinistro.

L’eccessivo accumulo di tessuto adiposo a livello dell’addome, conosciuta anche come obesitá centrale, costituisce un fattore di rischio accertato per una serie di complicazioni a carico del sistema cardiovascolare. Non ultime, la propensione alla rigidità arteriosa e alla dilatazione del ventricolo sinistro.

Un’ulteriore conferma a supporto di questa associazione è stata recentemente fornita da uno studio presentato durante la 25th Annual Scientific Sessions of the American Society of Echocardiography (ASE) tenutosi a Portland, Oregon, nel mese di giugno.

In particolare, sarebbe un comune parametro antropometrico a facilitare il riconoscimento delle situazioni a rischio: il rapporto tra vita e fianchi.

Queste osservazioni si riferiscono ad uno studio che ha coinvolto oltre 500 soggetti adulti di etá media 66 anni non affetti da insufficienza cardiaca, i quali venivano sottoposti ai test si tonometria arteriosa e di ecocardiografia in due dimensioni.

Gli autori hanno cosí potuto riscontrare che i soggetti che presentavano un valore del rapporto vita-fianchi superiore a 0.91, e quindi affetti da obesitá centrale, presentavano anche valori superiori dei principali indicatori delle due condizioni cardiovascolari: l’impedenza aortica rapportata alla superficie corporea e la velocitá dell’onda pulsoria carotidea-femorale.

Per quanto guarda il tasso di deformazione sistolica e diastolica, entrambi i parametri presentavano valori inferiori nei soggetti caratterizzati da obesitá centrale, un chiaro indicatore della presenza di una dilatazione del ventricolo sinistro. Nonostante queste associazioni si attenuassero in seguito alla correzione statistica per il valore di rigidità aortica, entrambe restavano statisticamente significative.

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Fonti :

mar 19 agosto 2014
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