I benefici dell’alimentazione sui sintomi della fibromialgia

Una dieta specifica da rispettare in caso di fibromialgia non esiste. Ciononostante, per combattere dolore e stanchezza, l’alimentazione assume un ruolo importante. Le diete a base vegetale sembrano avere un successo consistente nel ridurre i sintomi della fibromialgia.
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Cos’è la fibromialgia? La sindrome fibromialgica è una forma di dolore muscolo-scheletrico diffuso e di affaticamento (astenia) che colpisce approssimativamente 1,5 – 2 milioni di italiani. Viene definita “sindrome” poiché esistono più segni e sintomi clinici che sono contemporaneamente presenti (un segno è ciò che il medico trova durante la visita, un sintomo è ciò che il malato riferisce al dottore). La diagnosi risulta difficoltosa perché non ci sono esami laboratoristici o radiologici che siano specifici della patologia. La diagnosi, dunque, dipende principalmente dai sintomi che il paziente riferisce.

Il dolore è il sintomo predominante della fibromialgia. Generalmente si manifesta in tutto il corpo e principalmente a livello dei muscoli. Viene descritto in una varietà di modi, comprendenti la sensazione di bruciore, rigidità, contrattura e tensione. Spesso varia in relazione ai momenti della giornata, ai livelli di attività, alle condizioni atmosferiche, ai ritmi del sonno e allo stress. Per alcune persone può essere addirittura molto intenso e impedire diverse attività quotidiane. Però, non è l’unico sintomo della malattia.

Circa il 90% dei pazienti riferisce astenia moderata o severa, ridotta resistenza alla fatica o una spossatezza che ricorda quella della sindrome influenzale. La maggior parte dei pazienti presenta disturbi del sonno e sindrome delle gambe senza riposo (disturbo neurologico caratterizzato da un’irrefrenabile necessità di muovere gli arti inferiori durante la sera o la notte). Il fibromialgico, solitamente, al risveglio si sente ancora affaticato come se non avesse dormito affatto.

Si può avere anche difficoltà di concentrazione, perdita di memoria oppure essere incapaci di affrontare diverse attività contemporaneamente. Oppure ancora, è possibile soffrire di disturbi urinari, quali aumento della frequenza delle minzioni o urgenza minzionale in assenza di infezioni delle vie urinarie; questi disturbi sono classificati come “sindrome della vescica irritabile”, analogamente a quanto succede a livello gastrointestinale. La “sindrome da colon irritabile”, infatti, è associata alla fibromialgia.

Alcuni pazienti presentano annebbiamenti della vista, difficoltà nella messa a fuoco e fotofobia (intolleranza alla luce), oltre che sensazioni d’instabilità e barcollamento. Infine, i fibromialgici sono spesso ansiosi e accusano disturbi dell’umore.

Questi sintomi appena descritti risultano essere i principali. Ma una persona con sindrome fibromialgica può soffrire anche di cefalea, specialmente di tipo muscolo-tensivo, oppure di emicrania; può riferire la presenza di parestesie (sensazione di formicolio, intorpidimento, pizzicore degli arti o di altre parti del corpo) e di dolori addominali.

La causa esatta all’origine della malattia non è nota, ma si ritiene possano essere coinvolti diversi fattori (genetici, ambientali, ormonali, psicologici). Difatti, è improbabile che questa sindrome sia provocata da una singola causa. A riprova di questo, molti fibromialgici non riescono a identificare un singolo evento che abbia determinato l’insorgenza dei sintomi.

L’approccio terapeutico è integrato e multidisciplinare, nonché sempre specifico per il singolo paziente. Gli antinfiammatori non steroidei (FANS), gli analgesici, i miorilassanti, gli antidepressivi, i sedativi e gli antiepilettici sono solo alcuni dei numerosi farmaci che vengono utilizzati per la cura della fibromialgia. Tuttavia, i risultati ottenuti finora con il solo trattamento farmacologico sono stati spesso insoddisfacenti. Risulta, quindi, fondamentale comprendere delle strategie non farmacologiche, tra cui una sana alimentazione.

Sebbene non esista una dieta raccomandata per la fibromialgia, ciò non toglie che -per combattere dolore e stanchezza- l’alimentazione assuma un ruolo importante. I risultati di una revisione sistematica della letteratura, pubblicata su Nutrients nel 2023, suggeriscono che esiste la possibilità che la dieta possa essere utile per migliorare i sintomi del dolore nei pazienti fibromiagici. Secondo questa revisione, le diete a base vegetale sembrano avere un successo consistente nel ridurre i sintomi principali della malattia.

Nella dieta onnivora occidentale si trovano sempre più alimenti ricchi di nutrienti pro-infiammatori (ad esempio, il glutammato di sodio presente nei dadi da brodo, nelle carni e verdure in scatola, nei salumi, nei prodotti congelati e nei piatti pronti). Questi aggravano i sintomi della fibromialgia, fortemente associata all’infiammazione.  Al contrario, un’alimentazione ricca di antiossidanti, come una dieta a base vegetale, aiuta a controllare lo stato infiammatorio e ad alleviare i sintomi. Per dieta vegetariana si intende anche quella parzialmente-vegetariana, in cui si mangiano tutti gli alimenti ad esclusione della carne rossa.

Il consiglio generale, infatti, è di limitare il consumo delle carni rosse e preferire l’utilizzo di pesce, carni bianche, uova, latticini magri e proteine vegetali; in aggiunta a frutta e verdura fresca di stagione e cereali (o pseudocereali, quali quinoa, grano saraceno e amaranto) conditi con olio extravergine di oliva (ricco di vitamina E con azione antiossidante) ed erbe aromatiche. Queste ultime sono utili per ridurre l’apporto di sale e quindi evitare la possibile formazione degli edemi (gonfiori provocati dall’accumulo di liquido nei tessuti), frequenti nella fibromialgia. Per la stessa ragione, è consigliato bere molto, evitando di assumere bevande zuccherine o succhi di frutta (preferire l’acqua, gli infusi e le tisane). Infine, è suggerito consumare con cautela le solanacee (pomodori, melanzane, patate, peperoni) perché, nei fibromialgici, potrebbero facilmente scatenare reazioni d’intolleranza alimentare con manifestazioni a livello muscolare.

Tuttavia, gli studi condotti fino ad oggi sull’alimentazione per la fibromialgia sono limitati dal punto di vista quantitativo e qualitativo. Quindi, la ricerca futura sui pazienti affetti da questa malattia dovrebbe essere ben progettata per poter definire con maggiore certezza l’effetto benefico dei citati interventi dietetici. Questi si adatterebbero al trattamento multidisciplinare della sindrome fibromialgica con esiti positivi sulla qualità della vita dei pazienti che ne sono affetti.

 

Bibliografia

Maddox EK, Massoni SC, Hoffart CM, Takata Y. Dietary Effects on Pain Symptoms in Patients with Fibromyalgia Syndrome: Systematic Review and Future Directions. Nutrients. 2023 Jan 31;15(3):716. doi: 10.3390/nu15030716. PMID: 36771421; PMCID: PMC9921865.

Nadal-Nicolás Y, Miralles-Amorós L, Martínez-Olcina M, Sánchez-Ortega M, Mora J, Martínez-Rodríguez A. Vegetarian and Vegan Diet in Fibromyalgia: A Systematic Review. Int J Environ Res Public Health. 2021 May 6;18(9):4955. doi: 10.3390/ijerph18094955. PMID: 34066603; PMCID: PMC8125538.

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