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PIANO DIETETICO

Il modello dietetico non personalizzato è fonte di insuccesso nel medio e lungo termine e può essere causa di un nuovo rischio patologico

Nell'ultimo decennio abbiamo assistito ad una rivisitazione critica dei vari modelli dietetici. L'attenta disamina delle diete 'best seller' più in voga e delle diete standard ha rivelato la non scientificità della dieta ferrea ed ha contribuito a formulare la presente conclusione: il modello dietetico non personalizzato, iperproteico e fortemente ipocalorico è fonte di insuccesso nel medio e lungo termine e può essere causa di un nuovo rischio patologico.

Dalla constatazione del fallimento della dietetica rigidamente restrittiva è sorta la necessità della reimpostazione dell'approccio nutrizionale. Una prima riflessione sui modelli ipocalorici stretti porta ad individuare diverse carenze metodologiche che si ritorcono poi sull'accettazione della dieta. La prassi operativa che mira solo al conseguimento del peso ideale, se non regolata da un'analisi approfondita della composizione corporea e più in generale dello stato nutrizionale, è fonte d'aumentato adattamento metabolico.

Il calo ponderale dovrebbe infatti confrontarsi con le variazioni nelle componenti metaboliche per evitare che il regime ipocalorico sia tale da diminuire la massa magra e quindi, la massa metabolicamente attiva.

La soluzione risiede nella tradizionale diagnostica preliminare alla dieta: composizione corporea, anamnesi alimentare e parametri di laboratorio. Poi la ricerca di modelli dietetici strutturati per piccoli dimagramenti, o per il mantenimento del peso, con piccole e graduali correzioni al costume alimentare. E' questo l'approccio che consente il raggiungimento di un peso desiderabile accettato dal paziente e tale da preservare le sue componenti metabolicamente attive.

Inoltre, il peso ideale teorico, o calcolato da semplici estrapolazioni tabellari, è spesso causa di frustrazione, perché rappresentativo di un peso irraggiungibile e, quindi, fonte di continui sacrifici e restrizioni. I programmi di dieta, attualmente sul mercato, somministrano cibi secondo una regola posologica avulsa dai reali fabbisogni, secondo pesi ideali lontani dall'essere conseguiti; oppure ottemperano esclusivamente alla soluzione della patologia, con una visione eludente sia le pulsioni interne dell'individuo che la relazione dello stesso con l'ambiente: fattori, questi, che producono il fallimento dietetico nel breve termine. Altra carenza metodologica risiede nell'incapacità di rapportarsi con il paziente su un piano paritetico per favorire una comunicazione più diretta e più mirata alla normalizzazione comportamentale.


Non si deve curare solo il problema nutrizionale quanto il paziente con problemi nutrizionali!

Per tali ragioni abbiamo elaborato una routine di dietoterapia che propone un dimagramento basato sul peso desiderabile e con modesti decrementi calorici calcolati sul costume alimentare italiano. Ciò implica un atteggiamento volto a non sconvolgere le abitudini del paziente, passaggio indispensabile per chi vuole efficacemente gestire nel lungo termine il calo ponderale.