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martedì 18 dicembre 2018

Media età: dieta più sana riduce rischio demenza in età avanzata

Una dieta sana in età media è stata associata ad una riduzione del rischio di demenza in età più avanzata.

Un gruppo di ricercatori norvegesi e finlandesi ha condotto uno studio con l'obiettivo di indagare se i cambiamenti nella dieta in età media possano essere associati con il rischio di demenza più tardi nella vita.

I dati analizzati nello studio sono stati raccolti tra quelli provenienti da un ampio studio di popolazione (n = 2000 – al basale età media di 56 anni) noto con l’acronimo CAIDE (Cardiovascular Risk Factors, Aging, and Dementia). Successivamente i partecipanti sono stati invitati a ritornare al controllo per 2 volte (età media = 70 e 78 anni).

Si procedeva valutando la qualità della dieta (autosegnalata dai partecipanti) in una coorte (n = 341) della popolazione reclutata (follow-up totale medio = 16,8 anni). Inoltre sono stati misurati i cambiamenti in componenti dietetici specifici, avvenuti nella media età (grassi, verdure, zucchero, sale). Sono stati poi considerati i casi nei quali è intervenuta una diagnosi di demenza. Tutte le analisi sono state aggiustate per i potenziali fattori confondenti.

Si è così dapprima evidenziato che i cambiamenti dietetici complessivi effettuati nella media età (miglioramento della qualità dei grassi consumati, aumento del consumo di verdura, riduzione dello zucchero e del sale) erano significativamente associati a un ridotto rischio di demenza (OR = 0,41).  Tuttavia, quando ogni fattore è stato valutato singolarmente, le associazioni non erano più significative.

I risultati di questo studio evidenziano l'importanza delle raccomandazioni nutrizionali, con più componenti sinergici, nella popolazione di media età per la prevenzione del rischio di demenza in età avanzata.

Leggi l’articolo originale in full text 


Fonte: Nutrients 2018 Nov 3;10(11) Healthy Dietary Changes in Midlife Are Associated with Reduced Dementia Risk Later in Life.
Autori: Sindi S et al
Link della fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6265705/

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