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giovedý 25 ottobre 2018

Prima Giornata Nazionale Nutrizione&Oncologia: gli esperti a confronto

Lo stato generale di malnutrizione nel paziente oncologico e il suo impatto sulla efficacia delle terapie

Lo stato generale di malnutrizione nel paziente oncologico e il suo impatto sull’efficacia delle terapie; i rischi che si corrono in chirurgia oncologica se il soggetto che si sottopone a intervento non ha seguito prima un percorso di nutrizione clinica; l’importanza della collaborazione tra dietista e oncologo nel percorso di cura; quali sono i diritti del paziente neoplastico. Di questo e di molto altro si è parlato nell’ambito della Prima Giornata Nazionale di Nutrizione&Oncologia, un’occasione che ha visto gli esperti di tutta Italia riuniti a Trapani il 2 ottobre in un convegno organizzato da Baxter.

Vincere la sfida della malnutrizione l’obiettivo dell’incontro. Mediamente il 30% dei pazienti oncologici è esposto a malnutrizione al momento del ricovero, con punte che toccano il 45% in caso di medio-lungo degenze o di tumori che presentano difficoltà funzionali all’alimentazione naturale, come nel caso di neoplasie alla testa e collo, stomaco, esofago, intestino. Questo è un evento fisiologico che ricade sul paziente con un calo di peso, associato alla malattia oncologica, e possibili altre implicazioni quali immunodepressione, aumentato rischio di tossicità dei trattamenti, peggioramento della qualità di vita, maggiori probabilità di infezioni, ricoveri prolungati, (ri)ospedalizzazione, ritardo nella guarigione delle ferite, fino alla riduzione delle aspettative di vita e al relativo aumento dei costi assistenziali che ciascuno di questi fattori comporta. Rischi che, invece, possono essere prevenuti (o anche evitati) con la programmazione di un ‘piano nutrizionale’ impostato al momento della presa in carico del paziente, su misura delle necessità individuali e del tipo di malattia, e che ha una doppia finalità: fornire da un lato un adeguato approccio nutrizionale e, dall’altro, supportare la fattibilità delle cure oncologiche, anche per periodi prolungati, e potenziare l’efficacia delle terapie intraprese.

Le implicazioni di una malnutrizione sono molteplici e pesanti per il paziente oncologico tanto che questa resta tra le prime cause di morte nel paziente oncologico: all’incirca 35 mila casi annui. Complice anche la mancata disponibilità o l’equità di accesso a servizi nutrizionali oncologici, all’interno di strutture ospedaliere, gestite da personale altamente preparato. “La nutrizione artificiale nel paziente oncologico, specie se affetto dai tumori dell’apparato digerente in cui l’alimentazione naturale è limitata – aggiunge Antonella De Francesco, Direttore della Struttura di Dietetica, Città della Salute, di Torino – costituisce una opportunità ‘vitale’ sia in termini di mantenimento dello stato nutrizionale, sia di supporto alla fattibilità delle terapie. La malnutrizione è infatti il primo fattore di rischio spesso già associato alla malattia oncologica stessa, per lo sviluppo di complicanze e per la riduzione della sopravvivenza – prosegue – Eppure, nonostante le evidenze cliniche, il problema di accesso a servizi di nutrizione dedicati al paziente oncologico resta ancora una questione aperta sul territorio. Sono attualmente poche, a macchia di leopardo, le strutture ospedaliere in grado di assicurare continuità nutrizionale, tale da consentire al paziente di proseguire in maniera adeguata il piano nutrizionale impostato in ospedale”, conclude De Francesco.

Quando si parla di rischi poi, non si può non considerare la chirurgia oncologica. “La cura dei tumori solidi – spiega Paolo Delrio, Direttore UOC Oncologia Chirurgica Colo-rettale e del Dipartimento Oncologia Addominale Istituto Nazionale dei Tumori (Napoli) – è garantita da un’efficace chirurgia, spesso ormai con approccio mini-invasivo, in oltre il 50% dei casi. La malattia oncologica può indurre però uno stato di malnutrizione e ciò ha un impatto negativo sulla cura della malattia. Le strategie terapeutiche devono quindi integrare un approccio nutrizionale specialistico e multidisciplinare, soprattutto in corso di cure chirurgiche oncologiche – spiega l’esperto – In molte realtà è ormai diventata routinaria la valutazione preoperatoria dello stato nutrizionale ed il supporto specialistico, prima e durante il ricovero. Nonostante l’efficacia e la sicurezza di questi nuovi approcci sia ormai dimostrata e soprattutto essi abbiano anche un notevole impatto sulla riduzione dei costi e delle complicanze, la diffusione e l’utilizzo di questi principi si incrementa molto lentamente”, conclude.

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Fonte: Popular Science